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We’re (probably) wrong about origin of griffins

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Un articolo del 2024 di Popular Science dal titolo We’re (probably) wrong about origin of griffins presenta racconta di uno studio, pubblicato sulla rivista Interdisciplinary Science Reviews, che mette in discussione l’idea, diffusa da oltre trent’anni, che il mito del grifone (il mitologico animale con ali e becco da rapace e corpo e zampe da leone) derivi da una interpretazione fantasiosa dei fossili del Protoceratops, fatta dai nomadi dell’Asia Centrale che li scoprirono per primi. 

With the majestic wings of a bird of prey and the fierce body of a lion, the mythological griffin was a staple in ancient Middle Eastern and European cultures.

Secondo la teoria proposta dalla folklorista Adrienne Mayor verso la fine degli anni ’90 del secolo scorso, i nomadi dell’Asia centrale avrebbero trovato ossa di Protoceratops mentre cercavano oro, interpretandole come resti di creature metà leone e metà rapace. Queste storie si sarebbero poi diffuse verso occidente, influenzando l’iconografia del grifone, già presente nell’arte egizia e mediorientale dal IV millennio a.C. e in Grecia dall’VIII secolo a.C.

The griffin itself is one of humanity’s oldest mythological creatures. It first appeared in Egyptian and Middle Eastern art around the 4th millennium BCE and became popular in ancient Greece around the 8th century BCE.

Un nuovo studio dell’Università di Portsmouth, pubblicato nel giugno 2024, decide però di rimettere tutto in discussione. I ricercatori hanno riesaminato con attenzione sia i dati paleontologici sia le testimonianze storiche e artistiche, arrivando a una conclusione netta: il collegamento tra grifoni e dinosauri non regge.

Innanzitutto, i fossili di Protoceratops non si trovano affatto vicino a giacimenti d’oro, né sono mai stati rinvenuti insieme a oro in oltre un secolo di studi moderni. Questo rende improbabile che i cercatori d’oro dell’antichità li abbiano incontrati con la frequenza suggerita dalla teoria. Inoltre, quando un fossile affiora naturalmente dal terreno, si tratta quasi sempre di piccole parti dello scheletro: frammenti, ossa isolate, nulla che possa evocare un’intera creatura. Estrarre un dinosauro completo dalla roccia richiede strumenti e tecniche moderne, quindi è poco plausibile che popolazioni nomadi potessero farlo.

Anche le fonti antiche non aiutano: non esistono riferimenti chiari a fossili o a creature pietrificate che possano essere interpretati come dinosauri. E quando si guarda all’iconografia dei grifoni, emergono tratti molto diversi da quelli del Protoceratops. Le rappresentazioni mostrano animali con code flessibili, muscolatura felina, criniere e ali di rapace: elementi che rimandano a grandi felini e uccelli, non a dinosauri dal becco rigido e dal corpo tozzo.

Per i ricercatori, insomma, l’ipotesi che i grifoni derivino dai fossili introduce più problemi che soluzioni. Non significa che i fossili non abbiano avuto un ruolo nella cultura umana — anzi, gli autori riconoscono che hanno ispirato miti e interpretazioni in molte epoche — ma invitano a distinguere tra geomiti fondati su prove e speculazioni affascinanti ma poco solide.


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