Il New York Times, nel 1945, riporta le ultime notizie dal fronte italiano, dove sembra che finalmente la guerra stia giungendo al termine.
Per il 21 aprile “la diga tedesca in Italia è crollata”, e gli Alleati cominciano a dilagare a sud del Po. Il 25 aprile un breve articolo riassume la situazione: tutto il Nord Italia è in rivolta contro gli occupanti tedeschi e i Fascisti, e Genova risulta già liberata. Nelle altre città treni, trasporti pubblici e fabbriche sono paralizzate dagli scioperi. Le truppe tedesche stanno riuscendo a ritirarsi in maniera ordinata verso l’Austria, mentre i Fascisti che non sono riusciti a seguirli stanno scappando verso il confine svizzero, anche se le guardie di frontiera hanno l’ordine di respingerli. Si tratta di una significativa vittoria, in un contesto in cui gli Americani stanno avanzando in Baviera fino a raggiungere il confine austriaco e cecoslovacco, i Russi stanno circondando Berlino e hanno passato l’Elba, mentre i partigiani iugoslavi stanno avanzando verso l’Ungheria e l’Italia.
There is a tendency to regard it as a minor front. It has never been that. It has been a terrible front, the only one in this war where we had to claw our way rock by rock across an almost endless array of precipitous peaks. And more than anywhere else, our long drive there has represented a combined effort by the United Nations. American, American-Japanese, British, Canadian, South African, East Indian, French, Polish, Greek, Brazilian, Italian and Palestinian troops have all shared honorably in the fighting. Now that the Italian front is in motion again, it falls into the grand pattern by which the severed halves of Germany are being crushed.
Negli stessi giorni, alcuni reportage e comunicati riportano la situazione sul terreno. I partigiani italiani hanno installato due comunisti come sindaci a Bologna e Modena, la cui autorità è stata riconosciuta, sia pure dopo un po’ d’incertezza, dal comando alleato: d’altra parte, molti partigiani locali, la cui organizzazione in zona è estremamente efficiente e disciplinata, si aspettavano che gli Anglo-Americani arrivassero già l’autunno scorso, dopo la cattura del Passo della Futa, e si sentono quindi autorizzati a comportarsi in maniera autonoma. Anche a Torino e a Cremona comunisti, socialisti, e democristiani si sono accordati per governare la città. Politicamente i comunisti risultano il partito più forte, e in generale sembrano prevalere i sentimenti repubblicani e antisabaudi.
La guerra ha lasciato molte ferite aperte, e non sorprende che ci siano episodi di violenza: a Bologna i corpi di due ufficiali repubblichini sono stati abbandonati di fronte al palazzo comunale, nel quale nel frattempo era stata allestita una camera ardente improvvisata per due partigiani, l’anziano Giuseppe Bentivogli e un certo “Mario“, ammazzati dai Fascisti subito prima della liberazione. L’odio popolare non è tanto rivolto contro i Tedeschi, i cui prigionieri sono stati trattati in maniera corretta, senza essere insultati o derisi dalla folla, ma contro i loro collaboratori locali. In generale, a Bologna l’atteggiamento è fiero, soddisfatto, ma abbastanza sobrio.
This great and impatient city this morning at long last welcomed the troops of two Allied armies, but it was a welcome utterly unlike those in Naples and Rome and in many important aspects appeared to presage what awaits Gen. Mark. For one thing, this was not the more or less traditional flower- throwing, hand-kissing jamboree that turned bomb-blasted Naples into a carnival on Oct. 1, 1943. At the same time it was not the combination of high spirits and intelligent curiosity that greeted us in Rome last June 5. It was, all in all, the soberest welcome the Allies have received in a great Italian city, and it bespoke not so much indifference— but the contrary- vast growth in the Italian sense of responsibility for final victory.


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