Questo articolo di Public Domain Review ci parla di Wilson Alwyn Bentley, agricoltore di Jericho (Vermont) che nel 1885, per primo, fotografò un fiocco di neve.
Figlio di una famiglia di agricoltori, a 15 anni ricevette in dono dalla madre un microscopio, con il quale iniziò a fare le sue prime osservazioni. Qualche anno dopo il padre gli regalò una macchina fotografica, ed il ragazzo capì che poteva utilizzare entrambe per fissare le osservazioni che stava facendo sui fiocchi di neve.
Nel 1885 finalmente riuscì a fissare su pellicola l’immagine di un fiocco di neve, grazie ad un metodo complesso che aveva inventato. Usava un vassoio freddo per trasportare i cristalli di neve, che posizionava sotto il microscopio con l’aiuto di una piuma e di una scheggia presa dalla scopa della madre. Per migliorare il contrasto delle immagini trovò che grattare l’emulsione da una copia del negativo, per poi posizionarla su un vetro trasparente per stamparla gli permetteva di avere degli ottimi risultati. Ma il procedimento richiedeva precisione ed era molto lungo: anche dopo molti anni di pratica, per cristalli particolarmente complessi, l’intero processo poteva richiedere fino a 4 ore di lavoro.
Nel 1897 conobbe George Perkins, professore di geologia all’Università del Vermont, con il quale pubblicò, nel maggio del 1898, il suo primo studio sui fiocchi di neve.
Se gli inverni erano dedicati allo studio dei fiocchi di neve, le estati non erano prive di lavoro. Dal 1898 al 1904, infatti, Bentley esaminò e classificò le gocce d’acqua piovana, intuendo che la dimensione dei granuli di miscela farina-acqua che esse creavano erano direttamente correlate alla dimensione delle gocce di pioggia, e che mentre le piogge da nuvole basse tendevano a produrre gocce di piccole dimensioni, le nubi temporalesche potevano produrre gocce di dimensioni fino ad un quarto di pollice di diametro (circa mezzo centimetro). Sfortunatamente Bentley non ottenne credito dalla comunità scientifica di inizio ‘900, e i suoi studi vennero riscoperti solo quarant’anni più tardi, quando la fisica delle nuvole e dei processi delle precipitazioni ebbe il vero sviluppo:
The first recognition of Bentley’s raindrop experiments appears to have been by US Soil Conservation Service scientists J. O. Laws and D. A. Parsons, who published a paper in 1943 reporting measurements of raindrop size under various rainfall intensities using Bentley’s collection method.
Bentley abbandonò gli studi sulle precipitazioni dopo pochi anni, ma continuò a portare avanti quelli sui fiocchi di neve, arrivando a convincersi che le dimensioni dei singoli cristalli di neve dipendono dalla temperatura dell’aria nella quale il cristallo si forma. Questa ipotesi fu confermata solo trent’anni più tardi da Ukichiro Nakaya.
I suoi lavori sui fiocchi di neve erano richiesti da gioiellieri, incisori e disegnatori di tessuti, oltre ad essere regolarmente sottoposti alle riviste scientifiche. A novembre del 1931 pubblicò, con il capo meteorologo del Weather Bureau Dr. William J. Humphreys, un volume contenente 2500 immagini di fiocchi di neve, dal titolo Snow Cristals.
The book Snow Crystals by W. A. Bentley and W. J. Humphrey was published by McGraw-Hill in November 1931. It contained 2500 selected snow crystal photos plus 100 of frost and dew formation
Bentley morì nel dicembre del 1931 per le conseguenze di una polmonite presa dopo aver camminato per sei miglia in una tempesta di neve.
Although his father thought Wilson’s snow photography a lot of nonsense and not the proper thing for a farmer to do, Wilson broke unique ground in the early days of modern meteorology as well as microscopic photography. His biographer, cloud physicist Duncan Blanchard, dubbed him “America’s First Cloud Physicist”.


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