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Il problema dell’Italia con i veicoli elettrici

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Andrew Till, in un video del suo canale YouTube Mr. EV dedicato alla mobilità elettrica – dove spesso  offre un punto di vista pragmatico e ironico sulle auto e sulle abitudini del Bel Paese insieme alla moglie italiana Flaviana- spiega le ragioni della scarsa diffusione in Italia dei veicoli elettrici,  che hanno una quota di mercato nel 2025 del 6,2%, ben al di sotto della media europea del 17,4%. A differenza di molti altri analisti, Till non considera l’autonomia delle batterie un vero ostacolo, ma punta il dito su prezzi e infrastruttura: per lui, il problema non è quanta strada fa l’auto, ma quanto è difficile e costoso “fare il pieno” di energia.

I punti del problema messi a fuoco da Till sono i seguenti:

  • Struttura delle città: metà degli italiani vive in condomini che spesso non hanno garage o punti di ricarica condominiali. Se non ci sono neanche punti di ricarica pubblici, gestire un’auto elettrica è difficile. La Spagna, pur avendo una struttura urbana simile, riesce comunque ad avere un maggior numero di auto elettriche grazie a incentivi stabili e facilitazioni legislative: Zone a Bassa Emissione (ZTL) obbligatorie in tutte le cittadine sopra i 50.000 abitanti, parcheggio gratuito, diritto a usare le corsie riservate ai mezzi pubblici…
  • Carenza di punti di ricarica in autostrada: i 2/3 delle colonnine UE sono in soli tre paesi (Olanda, Francia, Germania). Nell’Italia del nord la situazione è migliore rispetto al sud, ma in generale la rete autostradale è ancora indietro sulle colonnine veloci.
  • Incentivi poco funzionali: il meccanismo del “click-day”, con i fondi che finiscono in poche ore, paralizza il mercato. Chi non riesce a prenderli smette di comprare in attesa del bando successivo.
  • La crisi di identità di Fiat: Stellantis sembra aver abdicato al ruolo di produttore di automobili economiche. La 500 elettrica resta più cara delle rivali cinesi come la Leapmotor T03, che Stellantis stessa distribuisce (e assembla in Polonia). Le auto piccole ed economiche in Italia sono molto apprezzate, come dimostrano le classifiche di vendita. Un successo legato a questioni di praticità, ma anche di potere d’acquisto.
  • Cultura poco disposta al cambiamento: l’Italia resta profondamente legata al motore endotermico, visto non solo come mezzo di trasporto ma come tradizione industriale. In questo contesto, la transizione italiana avviene soprattutto attraverso le auto ibride.

Nota: secondo la news Rinnovabili nei primi mesi 2026 le immatricolazioni di auto elettriche sono aumentate di molto in Italia, forse come effetto del bonus auto del 2025.


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