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All’inizio di questo secolo un microbiologo nato e cresciuto in Sri Lanka ha chiesto alla sua equipe di sacrificare alla creatura cinque forme di vita organica. Gli hanno portato delle linee cellulari prelevate dal rene di un cane, dal tumore di un topo, dai polmoni di un feto umano abortito.

Invano: la creatura non si mostrava. Gli hanno portato allora il rene di un feto, questa volta di macaco. Era la metà di marzo del 2003: Homo Sapiens esisteva da 200.000 anni, i macachi da milioni di anni. La creatura esisteva da tempo immemore, e per la prima volta si manifestò all’occhio dell’uomo. Le sue particelle erano distribuite nella forma di una sfera ricoperta di punte.

Si fece allora quello che fanno gli uomini, dare un nome alle cose, la prima forma di difesa. E così è nata l’idea di Coronavirus Sars, o Sars-Cov, in forma breve. Di solito Sars-Cov ammalava i maiali, i topi, i tacchini; era la prima volta che lo scoprivamo dentro di noi.

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