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Altissima povertà

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Luigino Bruni su Avvenire spiega la povertà francescana.

L’altissima povertà di Francesco è stato qualcosa di unico nella storia. Un amore folle, assoluto, totalmente imprudente, l’anti-buonsenso. Un rifiuto radicale del denaro e della ricchezza che ha generato la più profonda comprensione della natura dell’economia.
All’inizio della vocazione di Francesco c’è il denaro. Nella sua ultima vendita «appronta un cavallo, monta in sella e, portando con sé panni di scarlatto, parte veloce per Foligno. Ivi, secondo la sua abitudine, vende tutta la merce, e, felice mercante, perfino il cavallo! Sul cammino del ritorno, libero da ogni peso, pensa all’opera cui destinare quel denaro» (Celano, “Vita Prima”, 333-4). Libero da ogni peso: la vendita di tutti i suoi beni è vissuta dal giovane Francesco come liberazione da ogni peso.

Immagine da Giulia due punto zero  – Flickr.


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