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L’AMA chiede di togliere il divieto di fare ricerca sulle morti per arma da fuoco negli USA

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A cura di @Ander Elessedil

L’American Medical Association (AMA), la più grande organizzazione di categoria dei medici negli USA con più di 200.000 iscritti, ha adottato, nei giorni seguenti la sparatoria di Orlando, una risoluzione per chiedere che la violenza e le morti perpetrate e causate dalle armi da fuoco vengano dichiarate una crisi di salute pubblica e che venga eliminato il divieto imposto al CDC (Centers for Disease Control) dal Congresso di fare ricerca sull’argomento.

La risoluzione, votata quasi all’unanimità, riporta le parole del presidente Steven Stack:

Con 30.000 uomini, donne e bambini che muoiono ogni anno per mezzo di un’arma da fuoco gli Stati Uniti stanno affrontando una crisi di salute pubblica. E pur in presenza di questa crisi senza paragoni con altri paesi sviluppati il Congresso proibisce al CDC di condurre quelle ricerche che, uniche, permetterebbero di capire e conoscere meglio il problema e di prendere le misure necessarie per ridurre le morti relative alla violenza perpetrata con un’arma da fuoco. Un’analisi epidemiologica della violenza armata è vitale così che medici e altri operatori della salute, tutori dell’ordine e la società tutta possano prevenire ferite, morti e altri danni alla società causati dall’uso delle armi da fuoco

Steve Novella, sul blog Science-Based-Medicine, analizza la risoluzione e il suo contesto.
Prima di tutto, la violenza armata è un problema di salute pubblica?
La definizione data dall’OMS per “salute pubblica” è la seguente:

Tutte le misure organizzate (pubbliche o private) per prevenire malattie, promuovere la salute e prolungare la vita nel complesso della società. Le sue attività mirano a provvedere le condizioni in cui le persone possono rimanere in salute e si focalizzano su intere popolazioni, non su singoli individui o singole malattie. Quindi, salute pubblica riguarda l’intero sistema e non l’eradicazione di una singola malattia

Quindi con salute pubblica si intendono questioni sistemiche, e gli esempi abbondano come l’uso di seggiolini per bambini in auto, l’attenzione alla legislazione per la sicurezza sul lavoro, l’uso di droghe o il numero di calorie consumate da una persona ogni giorno. La violenza e la sicurezza delle armi sono quindi un problema di pubblica salute, soprattutto dato l’elevato danno alla società prodotto.

Fin dal 1996 il CDC ha un divieto de facto rispetto a questo tipo di ricerca. La potentissima lobby pro-armi, la NRA, ha spinto per ottenere che il Congresso bloccasse i fondi destinati a questo specifico scopo. Il CDC, per evitare di vedersi ridotto il budget, ha bloccato ogni iniziativa e da allora evita l’argomento.

Dopo la strage di Newtown, nel 2012, il presidente Obama ha emanato un Ordine esecutivo per togliere il bando. Ma dato che i cordoni della borsa dei finanziamenti li tiene il congresso, a maggioranza repubblicana e fortemente schierato con la NRA, tale ordine non ha avuto effetto e il CDC non ha iniziato alcuna iniziativa di ricerca per paura di una reazione da parte dei rappresentanti schierati con la NRA. La risoluzione dell’AMA si focalizza proprio su questo punto per cercare di contrastare il potere della potente lobby pro-armi.

Correlato con il tema è il divieto imposto in Florida ai pediatri di chiedere, ai genitori di un bambino, se in casa hanno un’arma. Di nuovo la NRA, attraverso politici ad essa legati, ha imposto un divieto affermando che una richiesta di questo tipo viola la privacy e il Secondo Emendamento della Costituzione. Per i pediatri americani la presenza di un’arma in casa è un legittimo motivo di preoccupazione per la salute del bambino. Per la NRA, no.

Immagine da flickr.

 


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