stiamo tranquilli…

Automazione vs. Lavoro (?)

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A cura di @Sakuragi su segnalazione di Galina Bonshevika e Baboz.

Il Manifesto ha intervistato Antonio Casilli, sociologo della TELECOM ParisTech  e dell’École des hautes études en sciences sociales, a proposito del lavoratori impiegato nel settore del commercial content moderation.

Quella che attualmente gli operai del clic vivono è una condizione precaria perché il loro lavoro è presentato come effimero ed è destinato a scomparire. Gli si fa credere che stanno segando il ramo sul quale sono seduti. Il mio sforzo è dimostrare che questo non è vero. Stiamo creando una tecnologia che ha bisogno di lavoro umano e ne avrà bisogno sempre di più.

John Oliver nell’ultima puntata di Last Week Tonight ha toccato con il suo stile ironico il tema dell’automazione e del ruolo di questa nei cambiamenti del mondo del lavoro:

Come riportato dal comico britannico, molti politici, tra i quali Donald Trump, danno la colpa della riduzione dei posti di lavoro nei paesi occidentali alla sola concorrenza fatta da Paesi esteri, quali la Cina o il Vietnam.

La realtà, però, sembra dimostrare che una grande parte di questi posti di lavoro sono stati persi (o lo saranno in futuro) a causa dell’automazione, che sembra destinata a sostituire l’uomo in sempre più mansioni.

La sfida del futuro, suggerisce Oliver, sarà da un lato quella di rendere le nuove generazioni più “flessibili” ed in grado di cambiare velocemente impiego e dall’altro riuscire a garantire un’assistenza a coloro che si troveranno senza un lavoro ad un’età e con un grado di istruzione che non gli consentiranno di reinventarsi in una diversa posizione lavorativa.

Gli allarmi lanciati dalla Oxford University, per la quale la metà dei posti di lavoro negli USA sono destinati a scomparire nel futuro prossimo a causa dell’automazione, saranno realistici o, come per gli altri cambi di paradigma industriale, i posti persi verranno sostituiti con altri?


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