di I Fratelli Marx Lenderss (postposthookiism) • 30 Set 2015 • 59 commenti •
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Su suggerimento di @I Fratelli Marx Lenderss (postposthookiism)
Pochi giorni fa abbiamo ricordato i trenta anni dalla morte di Calvino.
Alfio Squillaci su Gli Stati Generali spiega approfonditamente perché non riesce a sopportarlo.
Damiano Cantone usa l’esempio della corrida, tradizione che ultimamente viene rigettata da molte parti anche in Spagna, per aprire un dibattito ampio sull’Altro, sulle sue abitudini e sul modo di rapportarcisi:
Con una felice espressione, Slavoj Žižek afferma che il sogno contemporaneo è quello di vivere in una “realtà decaffeinata”: ovvero quello di godere appieno delle bellezza e dei piaceri dell’esistenza evitando di accettare il fatto che questo comporta inevitabilmente che ci sia un prezzo da pagare (cfr.
Noah Veltman ha raccolto in una pagina le varie rappresentazioni che vengono date di internet nelle illustrazioni delle richieste di brevetto di Google.
Vice Serbia, in un video sottotitolato in inglese, racconta la pratica dell’Ho-kee-pa, un rituale dei nativi americani della tribù Mandan, che si sospendevano appesi ad uncini infilati nella loro carne per passare all’età adulta.Un rituale ripreso oggi in varie parti del mondo.
di alessandromeis • 29 Set 2015 • 386 commenti •
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Su suggerimento di @Alessandromeis.
Nella memoria storica popolare i massacri nazisti sono ben presenti, ed il comportamento statunitense nella guerra del Vietnam è altrettanto ricordato.
Sul sito del Corriere della Sera un’anteprima del nuovo libro di Marco Malvaldi, chimico ed ex-normalista, ma soprattutto autore della serie di gialli del BarLume editi da Sellerio, da cui Sky ha realizzato la trasposizione in serie televisiva.
di @charlie gordon • 28 Set 2015 • 19 commenti •
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Su suggerimento di @charlie gordon.
Una commovente galleria di immagini corredate dalle parole degli autori di bizzarrobazar racconta la storia di NOF4, Oreste Ferdinando Nannetti che, internato in manicomio e destinato ad essere dimenticato come tanti altri disgraziati, lasciò il suo segno sulle mura dell’istituto psichiatrico di Volterra.
Sul New Yorker, il critico letterario James Wood offre un bellissimo profilo della figura e dell’opera di Primo Levi, ripercorrendo le ironie e le tragedie della sua vita e analizzando la complessità del suo lucido stile di scrittura.
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