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Crollo del ponte Morandi, reazioni pubbliche e conseguenze materiali [EN+IT]

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A cura di @Anonymous Ghoul, @Bullone23, @Ippolito Stefanoforo, e @Yoghi.

In un post su Medium, Massimiliano Trovato analizza come la tragedia di Genova è stata usata nel discorso pubblico nei primi giorni.

L’ignoranza delle circostanze del disastro non ha impedito che ciascuno traesse dalla vicenda la morale più confortante.

Tuttavia, negli ultimi due giorni abbiamo assistito a uno spettacolo ben diverso e a un’altra forma di strumentalizzazione: al tentativo assillante, cioè, di piegare la realtà del disastro a schemi preconcetti e di convertire la risposta emotiva dei cittadini in capitale politico. In altre parole, non si discute la tragedia per trarne un insegnamento, bensì per trarne un guadagno; con il corollario che il tornaconto sarà tanto maggiore quanto più rapida sarà la risposta.

Lucia Annunziata si concentra invece sulla reazione della famiglia Benetton, maggiore azionista di Autostrade per l’Italia.

Il caso Genova deve essere inserito profondamente nel dibattito politico su cosa sta succedendo in Italia. La torre d’avorio in cui i Benetton, pur maestri di comunicazione, sono chiusi in queste ore; la cautela legale che travasa in pura indifferenza umana; la prevalenza della logica astratta del denaro sul servizio, sono la perfetta rappresentazione di tutte le ragioni della rivolta elettorale che ha dato la stragrande vittoria al populismo.

L’Indipendent pubblica un editoriale in cui biasima la propaganda sul crollo del ponte Morandi a Genova. Secondo il giornale britannico il governo Conte, scegliendo di accusare l’Europa e altri nemici immaginari ha assunto una posizione preoccupante.

Infine, il Sole 24 Ore spiega le conseguenze dovute all’interruzioni di un “asse viario essenziale on solo tra Genova Ovest ed Est – che ora rischiano di essere di fatto per anni quasi separate come Berlino ai tempi della Guerra fredda – , ma anche tra il porto di Genova, il maggior scalo di container italiano, e l’intero asse occidentale della E80”.

Immagine da Wikimedia.


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