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Cortecce prefrontali postadolescenziali ed armi da fuoco [EN]

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Un articolo pubblicato sul Washington Post dopo la sparatoria di Uvalde cerca di dare una spiegazione a tutte le stragi che vengono regolarmente compiute nelle scuole americane.


Jonathan Metzl, professore di psichiatria alla Vanderbilt University, osserva che gli adolescenti ed i giovani adulti di sesso maschile tendono tipicamente ad avere un comportamento particolarmente impulsivo e violento, in quanto in questa età i loro cervelli non sono ancora del tutto sviluppati.

“There’s a lot of research about how their brains are not fully developed in terms of regulation,” he said. Perhaps most significantly, studies show, the prefrontal cortex, which is critical to understanding the consequences of one’s actions and controlling impulses, does not fully develop until about age 25. In that context, Metzl said, a shooting “certainly feels like another kind of performance of young masculinity.”

Le leggi federali statunitensi indicano 21 anni come età minima per poter acquistare armi; tuttavia in molti Stati, tra cui il Texas, è possibile acquistare armi lunghe, inclusi fucili d’assalto, già a 18 anni. Questo fa sì che vi siano molti giovani maschi armati proprio nel momento di maggior fragilità esistenziale, quando non si sa ancora bene qual sia il proprio posto nel mondo e si soffre in modo acuto la frustrazione generata dalla differenza tra la propria vita e quelle che sono le proprie aspirazioni ed aspettative.

Spesso gli autori delle sparatorie sono soggetti bullizzati, incel o che comunque hanno una vita sociale ed affettiva profondamente insoddisfacente.

A Washington Post analysis of 196 mass public shootings in which four or more people were killed since 1966 shows that nearly 98 percent, or all but five, of the perpetrators were men. Forty percent of the shooters were between the ages of 18 and 29 and another third were between 30 and 45.

Data la relativa regolarità di alcuni schemi, sono state avanzate proposte di utilizzare l’intelligenza artificiale per fare data mining e cercare di prevenire questi eventi — ad esempio monitorando l’attività sui social media ed incrociando i dati con gli acquisti di armi e munizioni e con i referti dei colloqui degli studenti con gli psicologi nelle scuole.

È però spesso difficile se non impossibile distinguere un comportamento effettivamente pericoloso da una “normale” fase di ribellione (post)adolescenziale: per ogni autore di una strage vi sono infatti innumerevoli soggetti con un profilo del tutto analogo, ma che non arrivano a commettere alcun crimine.

 

 


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