stiamo tranquilli…

Dedicato ai rom meno fortunati di me

Dedicato ai rom meno fortunati di me

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A cura di @NedCuttle21(Ulm).

Su Internazionale, un pungente commento di Valeriu Nicolae sul rapporto tra le comunità rom e la cultura dei paesi che le ospitano.

È forte essere uno zingaro. Far parte di una minoranza etnica così avvantaggiata: un po’ animali e un po’ uomini, in parte maghi, davvero una cosa meravigliosa! Siamo le sfingi viventi, i Pan e i centauri d’Europa. La maggior parte della gente è stata gentile con noi per secoli, ha fatto del suo meglio per addomesticarci. Ci è voluto tanto tempo per domarci. Parte integrante del programma è stato l’accesso illimitato al lavoro per oltre 500 anni. Tutto questo ci ha resi così felici che abbiamo deciso di farlo volontariamente, talvolta persino incatenati. Durante il ventesimo secolo abbiamo viaggiato liberamente – completamente a carico di alcuni generosi governi europei – verso destinazioni esotiche come Auschwitz, Buchenwald e la Transnistria. Ci siamo però comportati male e ci siamo lamentati ingiustamente della qualità dei trasporti, del cibo e del trattamento mettendo in imbarazzo i nostri benefattori. Nessuna meraviglia dunque se alcuni europei siano ancora così arrabbiati: sembra che non abbiamo imparato nulla da quelle esperienze e continuiamo a lamentarci di “cose stupide come il razzismo e l’esclusione”. Senza contare che buona parte di quegli europei continuano ad augurarci il meglio… in paradiso. Quello di Hitler, di Horthy e di Antonescu. È così!

 

 


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