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Docenti universitari britannici contestati per aver sollecitato gli studenti a votare [EN]

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Il Guardian descrive come su Twitter sia nata una tempesta perché una insegnante universitaria britannica ha sollecitato gli studenti fuori sede a registrarsi per le prossime elezioni, sia presso la sede universitaria che nel collegio di domicilio.

La contestazione è nata perché alcuni hanno interpretato il tweet come un invito a votare due volte:

One angry reply to her tweet said: “Enticing people to commit fraud is a criminal offence that can include a prison sentence. Not very good for your career prospects.” Another said: “You’re encouraging illegality and bullshitting about your motives. Do you think we’re all stupid?”

Nel corso della discussione online emergono due componenti importanti: da un lato l’aspettativa che i nuovi elettori, specialmente gli studenti universitari, possano modificare gli equilibri formatisi nelle ultime elezioni, dall’altro lato il rifiuto di ammettere che il sistema britannico (e americano) di preregistrazione per avere il diritto di votare sembra particolarmente contorto, tanto da far pensare che sia fatto apposta per escludere dal voto ampie fasce di possibili elettori.

Per esempio, questo l’intervento di un lettore che commenta sul Guardian:

For the government to automatically register people – 18 or otherwise – they would need to know where the entire population lives at any given point which would be a gargantuan task given how much people, especially young people move around in rental and houseshares.

Immagine da geograph.

 


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