un sito di notizie, fatto dai commentatori

È possibile che i bambini si “allenino a piangere” già mesi prima della nascita

0 commenti

Un articolo di National Geographic Italia (link alternativo) riassume i risultati di uno studio, pubblicato sulla rivista eLife, che prova a chiarire come sia possibile che i neonati imparino ad emettere suoni ancora prima della nascita.

Come sanno i neonati come produrre un suono che non hanno mai emesso? E il loro primo vagito è davvero l’inizio dello sviluppo del linguaggio? Pare che i piccoli di uomo potrebbero iniziare ad allenarsi a piangere molto prima di essere in grado di produrre suoni – se assomigliano agli uistitì, i primati cugini dell’uomo.

Secondo i risultati ottenuti da un gruppo di studio dell’Università Federale del Rio Grande do Norte in Brasile, del quale fa parte l’etologo e ricercatore Daniel Takahashi, i piccoli umani potrebbero allenarsi a piangere mesi prima della nascita, esattamente come è stato mostrato facciano i cuccioli di uistitì, primati di piccole dimensioni, gli adulti pesano circa 230 g, diffusi in America del Sud.

Negli anni ’70 ed ’80 del secolo scorso, degli studi ecografici su donne incinte hanno evidenziato che i feti assumevano espressioni simili al pianto già molto presto nel grembo materno. Tuttavia gli studi sugli umani non sono stati approfonditi per il disagio di dover eseguire ripetute ecografie su donne incinte.

Gli uistitì sono primati, quindi fisicamente più simili agli esseri umani dei tipici animali da laboratorio, e sono animali che vocalizzano molto. Inoltre femmina e maschio della coppia collaborano attivamente alla cura della prole, ed i piccoli alla nascita sono più indifesi di quelli di altri primati, come gli scimpanzé.

Per poter utilizzare l’ecografo sulle femmine gravide, i ricercatori avevano necessità di addestrarle. Ma come convincere le femmine di uistitì a restare ferme durante le ecografie, tenendo conto che queste sono scimmie che occupano il proprio tempo dondolandosi tra i rami degli alberi della foresta pluviale?

“Gli uistitì sono golosi di dolci ad alto contenuto calorico”, spiega Takahashi, “e in particolar modo adorano i marshmallow (le caramelle di zucchero morbide americane, N.d.T.)”.

Tenendo tra le zampe il proprio premio, quattro uistitì mamme sono state sottoposte a scansione da due a tre volte la settimana, con sedute che arrivavano anche a 45 minuti. Gli esami ecografici iniziavano al 95° giorno di gravidanza, quando il viso dei piccoli comincia a essere distinguibile, e proseguivano fino alla nascita, al 146° giorno.


Commenta qui sotto e segui le linee guida del sito.