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Fenomenologia dell’Uomo Gatto

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Sono tanti i motivi che hanno decretato l’incredibile successo di Sarabanda, il game show musicale che per 7 anni ha caratterizzato l’access prime time di Italia 1.
Un articolo di Tvzap ripercorre la genesi e l’evoluzione del programma parlando di uno dei personaggi maggiormente ricordati dal pubblico: Gabriele Sbattella, noto come “L’Uomo Gatto”.

Ad incarnare lo spirito di Sarabanda è l’antieroe per eccellenza, uno dei personaggi televisivi più memorabili di sempre: l’Uomo Gatto.
L’Uomo Gatto, al secolo Gabriele Sbattella, è un animatore turistico. Come Fiorello, con le dovute proporzioni. Come lo stesso Enrico Papi. Il soprannome nasce da un’esperienza da ballerino nel musical Cats. Si presenta con i capelli mechati di biondo e un’onnipresente sciarpa del Bayern Monaco sopra camicie dai colori fosforescenti. Perché anche l’occhio vuole la sua parte.

L’Uomo Gatto sarà il primo di una serie di personaggi zoomorfi di diverso successo che trasformeranno Sarabanda da quiz show a intrattenimento e trionfo dell’assurdo e del grottesco. L’evoluzione raggiungerà il suo picco durante la puntata “Sarabanda Wrestling”, in cui si consuma la sua rivalità con El Tigre, e nello scontro col campione Tiramisù, vista da quasi 6 milioni di telespettatori, in diretta competizione col Festival di Sanremo.

Poco importa che El Tigre sia un personaggio creato ad hoc dagli autori, il parrucchiere di Sarabanda chiamato per dare filo da torcere all’Uomo Gatto, con le risposte fornite gentilmente in cuffia. Il rapporto tra musica e ludicità si sbilancia nettamente verso quest’ultimo.

Immagine da Pixabay


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