Il Guardian pubblica un articolo che descrive i risultati delle ricerche per migliorare geneticamente le banane Cavendish, la varietà più diffusa al mondo – almeno in quello dei mercati dei paesi ricchi.
La varietà Cavendish è una banana molto apprezzata anche perché non contiene semi: viene moltiplicata per via agamica, e perciò ha un genoma senza grande variabilità. Questa caratteristica fa sì che se un patogeno riesce ad attaccare una pianta perché il suo genoma è suscettibile può attaccare tutte le altre piante con lo stesso genoma. Questo meccanismo ha portato alla distruzione della varietà di banana Gros Michel negli anni cinquanta del secolo scorso da parte del fungo Fusarium.
Da anni scienziati studiano modi di evitare che si ripeta una pandemia simile, e il Guardian riporta due approcci.
Una joint venture Chiquita/KeyGene ha annunciato di essere riuscita a creare una Cavendish fertile, cioè moltiplicabile per seme: questo aumenta la variabilità genetica della varietà, con la possibilità di sviluppare piante più resistenti a fitopatie.
In Australia è già stata approvata e messa in commercio una varietà di Cavendish, geneticamente modificata tramite un vettore batterico, che ha permesso di inserire nel genoma della Cavendish un gene di resistenza ad un pericoloso clone di Fusarium.
Altri stanno tentando tecniche di editing genetico che – a differenza dell’inserimento di geni di altre specie/varietà – potrebbero essere accettate dalla legislazione europea. Ognuna di queste tecniche ha naturalmente vantaggi e svantaggi, illustrati nell’articolo.


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