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Il disaccordo sulla costante di Hubble che mette in crisi la cosmologia

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A cura di @NedCuttle21(Ulm).

Il valore della costante di Hubble stimato sulla base delle recenti osservazioni effettuate dal telescopio omonimo nel corso del progetto SH0ES (Supernovae, H0, for the Equation of State of Dark Energy) differirebbe da quello ricavato attraverso lo studio dei dati relativi alla radiazione cosmica di fondo rilevati dal satellite Planck tra il 2009 e il 2013. Di questa discrepanza parla un articolo pubblicato su Le Scienze.

Un’annosa disputa sulla velocità con cui il nostro universo si sta espandendo è diventata ancora più radicale. Nuove e più precise misurazioni di stelle nella Grande Nube di Magellano, una galassia satellite della Via Lattea, hanno infatti rafforzato le differenze tra due metodi indipendenti di calcolo del tasso di espansione.

Questa impasse potrebbe presto costringere i cosmologi a riesaminare il “modello standard” della cosmologia, che ci parla della composizione dell’universo (radiazioni, materia ordinaria, materia oscura ed energia oscura) e di come si è evoluta nel tempo.

Da ormai quasi cinque anni, due diversi progetti di ricerca sono in disaccordo sul valore della costante di Hubble (H0), la velocità con cui l’universo si sta espandendo. Uno si basa sugli studi del fondo cosmico a microonde (cosmic microwave background, CMB), i resti del bagliore residuo del plasma caldo e denso che ha soffuso l’universo poco dopo il big bang. L’altro progetto utilizza invece un miscuglio di misure più “locali”, che costituiscono la cosiddetta scala delle distanze cosmiche.

Immagine da Wikimedia.


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