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Il fascismo immaginario di Bruno Vespa

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Jacobin Italia pubblica la recensione a firma dello storico e scrittore Carlo Greppi di Perché l’Italia amò Mussolini, l’ultimo libro di Bruno Vespa.

L’Italia amò Mussolini? Bruno Vespa, pubblicato dalla joint venture Mondadori/Rai Libri, prova a rispondere in un volume di 420 pagine che racconta «gli anni del consenso» del fascismo. Nel farlo si candida a essere il saggio storico dell’anno. Stampare (e distribuire) 160.000 copie di un saggio significa inondare il mercato editoriale della non fiction. Non vuole affatto dire averle vendute, beninteso: sappiamo da fonti certe che nei giorni in cui questa cifra veniva sventolata su quotidiani a diffusione nazionale (13 dicembre) il venduto effettivo rilevato si aggirava sotto le 30.000 copie (ora siamo a circa 42.000), cifre comunque importanti – il volume precedente, Perché l’Italia diventò fascista (e perché il fascismo non può tornare) è arrivato a circa 100.000. Sono numeri astronomici (da diverse settimane è in vetta alle classifiche), e il wishful thinking pubblicitario potrebbe generare la classica profezia che si autoavvera. Questo libro, tuttavia, è impresentabile nel merito e nel metodo, e rivela una seria emergenza a livello di discorso pubblico.

 

Immagine da Wikimedia Commons

 


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