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La mobilitazione dei ricercatori contro la legge di Bilancio

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Un articolo di Valigia Blu discute il preoccupante stato di salute dell’Università pubblica e la situazione di precarietà in cui versa nel nostro Paese una cospicua percentuale dei ricercatori, riflettendo al contempo sulle misure previste dalla Legge di Bilancio per far fronte alle suddette questioni.

In una lettera inviata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, anche la Conferenza dei Rettori delle università italiane (Crui) ha criticato la legge di Bilancio del governo perché “dimentica l’Università. Non una misura d’investimento. Non un segnale di attenzione”: “Nonostante la stagnazione, perfino i Paesi emergenti puntano su università e ricerca, l’Italia no”.

In un’intervista a Repubblica, Gaetano Manfredi, rettore Università di Napoli e presidente della Crui, a Natale, ha avvertito che «l’Italia rischia di marginalizzarsi sempre di più e di “esportare” i più preparati e motivati, che cercano all’estero quelle opportunità non disponibili nel loro Paese. Con un impoverimento non solo economico, ma soprattutto culturale e sociale, i cui esiti danneggiano l’intera società». Manfredi è stato poi nominato a fine anno dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte nuovo ministro di Università e Ricerca.

Claudio Tucci sul Il Sole 24 ore ricorda inoltre “come, in Italia, siano ormai anni che i fondi all’Istruzione sono ai minimi termini”: “Lo ha ricordato, di recente, persino l’Ocse, nel rapporto «Education at a glance 2019», per finanziare la lunga filiera che va dalla scuola primaria all’Università, infatti, il nostro Paese investe più o meno il 3,6% del suo Pil contro il 5% di media Ocse. Con una forbice che cresce mano mano che il livello d’istruzione sale. Alle elementari, ad esempio, la spesa italiana per studente ammonta a 8.000 dollari; alla secondarie sale a 9.200 dollari (-6% della media Ocse); per arrivare agli 11.600 dell’Università (-26%). In un contesto generale che ha visto l’esborso per la scuola diminuire del 9% tra il 2010 e il 2016 laddove gli studenti sono calati, rispettivamente, dell’8 e dell’1 per cento”.

 

Immagine da Wikimedia Commons


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