stiamo tranquilli…

La versione cinese

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Questo articolo di Atlante Treccani, scritto a cura del T.wai (Torino World Affairs Institute) riprende i contenuti della lezione tenuta da Liang Yabin (Scuola centrale del Partito comunista cinese) il 29 giugno 2022 presso la 16ª TOChina Summer School, Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino.

L’autore introduce l’argomento ricordando come la crescita dell’influenza cinese, politica ed economica, sia spesso stata considerata un fattore di disturbo per gli equilibri internazionali, e ricorda che la Cina fu il primo paese a firmare la Carta delle Nazioni Unite, trattato istitutivo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, e sottolinea che questo gesto dovrebbe essere tenuto presente quando si guarda alla posizione della Cina nei confronti delle relazioni internazionali .

La Carta [ONU] sancisce il principio della sovrana uguaglianza di tutte le nazioni che ne fanno parte. Le vere sfide all’ordine delle relazioni tra Stati, quindi, vanno ricercate nelle prove di forza che mettono a repentaglio questo principio di equità. Ne sono esempi l’ordine orientato alla supremazia di un’unica superpotenza, la ricerca dell’egemonia e la politica di potenza.

Ricorda che fino alla fine degli anni ’70 la Cina ha sempre cercato di tenersi equidistante dalle posizioni di ricerca dell’egemonia mantenute da USA e URSS.

A partire dagli anni Ottanta, l’inizio della fase di riforme e apertura sostenne in maniera attiva gli sforzi per promuovere un nuovo ordine politico ed economico basato sui principi di pace e sviluppo. La Cina di Deng Xiaoping si impegnò a partecipare all’ordine globale mantenendo un basso profilo

Questa strategia di basso profilo portò il paese asiatico ad aderire all’Organizzazione Mondiale del Commercio, per dimostrare che la crescita di un paese non deve essere necessariamente una minaccia per gli altri, mantenendo tuttavia una posizione critica nei confronti delle istanze statunitensi.

Sarebbe irrealistico, però, pensare che l’ascesa pacifica debba coincidere con l’accettazione acritica delle procedure e delle regole stabilite da Washington per l’amministrazione dell’ordine internazionale.

L’inizio della leadership di Xi Jinping modificò il modo con cui veniva vista la presenza cinese nelle relazioni internazionali, in particolare da molti studiosi e politologi. Uno di questi teorizzò la “Trappola di Tucidide”, che afferma come lo scontro tra potenze in ascesa e potenze in declino sia inevitabile.

Attualmente la sfiducia verso la Cina è in forte crescita, non solo tra i governi ma anche nell’opinione pubblica; sfiducia che, secondo un sondaggio del 2021 del Global Times, quotidiano cinese in lingua inglese, pare ampiamente ricambiata.

L’autore della lezione conclude portando il punto di vista cinese sulle cause di disturbo degli equilibri internazionali, situazione che pare essersi intensificata in questi ultimi anni:

Da un certo punto di vista, quindi, gli stessi Stati Uniti possono essere considerati un agente di disturbo dell’ordine mondiale. Per parte sua, la Cina difende l’ordine fondato sul diritto internazionale e sugli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite, sulla quale, per prima, appose la firma.


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