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“La vita umana là non ha valore”

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Il settimanale estone Eesti Ekspress ha intervistato alcuni ufficiali dell’intelligence degli stati baltici su cosa pensano della Russia. Si tratta di persone che sono nate e cresciute nell’Unione Sovietica, che da giovani sono state coscritte nell’Armata Rossa, e il cui lavoro consiste da anni nel proteggere i loro paesi dal vicino da cui hanno riconquistato a fatica l’indipendenza. La loro opinione è che l’invasione dell’Ucraina, con tutte le sue atrocità, sia stata la conseguenza di una mentalità diffusa nel popolo russo.

Ovviamente, non si può accusare astrattamente un’intera nazione”, afferma il direttore generale del Servizio di sicurezza interna estone Arnold Sinisalu. “Ma una società e una nazione costituiscono un insieme. Lo Stato può fare il lavaggio del cervello, ma il germe dello sciovinismo nasce comunque dal popolo stesso”.

I Russi, in maggioranza, sarebbero disposti ad accettare un potere tirannico e oppressivo, in quanto nella loro società la violenza e l’affermazione del più forte sarebbero dei valori riconosciuti. La stessa mentalità orienterebbe la politica estera dello stato russo, che fin dai tempi di Ivan il Terribile sarebbe sempre incline, sotto qualunque regime, a cercare di espandersi con la violenza. I crimini di guerra russi degli scorsi mesi, e quelli commessi dai Sovietici nei paesi baltici negli anni ’40, avrebbero la stessa origine.

Ovviamente l’analisi di questi ufficiali non è condivisa da molti dei loro colleghi di altri paesi europei, che tendono a distinguere fra Putin e il popolo russo. Secondo l’intelligence di Tallinn, Riga e Vilnius, tuttavia, gli eventi del 2022 erano inevitabili, perché la Russia capisce e rispetta solo il linguaggio della violenza.

Come osserva uno di loro: “La nostra comprensione è stata l’opposto di quella dell’Occidente”. Condividiamo il mondo con un paese i cui cittadini aderiscono principalmente a un codice basato sulla forza. La guerra in Ucraina non è stata una sorpresa, ma piuttosto una progressione logica. E prima o poi si ripeterà.


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