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L’orizzonte dell’universo

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A cura di @NedCuttle21(Ulm).

Il Tascabile pubblica un estratto da L’ultimo orizzonte. Cosa sappiamo dell’Universo, l’ultimo lavoro dell’astrofisico e divulgatore Amedeo Balbi.

Di cosa parliamo, quando parliamo di universo? Alcuni decenni fa, Carl Sagan apriva la sua celebre trasmissione televisiva Cosmos con le parole: “Il cosmo è tutto ciò che è, che è stato, o che sarà”. Un rapido sguardo al vocabolario conferma questa definizione: secondo il Treccani, l’universo è “l’ambiente in cui hanno sede tutti i corpi materiali esistenti e tutti i fenomeni naturali”. D’accordo, ma proviamo a capire meglio. L’universo è tutto ciò che esiste, o è tutto ciò che possiamo osservare?

Qui entrano in gioco sottili distinzioni filosofiche intorno al concetto stesso di esistenza. Per un realista, c’è qualcosa là fuori, indipendentemente dal fatto che qualcuno lo osservi o no. Molti scienziati (la maggior parte, forse) sarebbero inclini a sottoscrivere un’interpretazione del genere: dopotutto, è difficile immaginare di poter fare scienza senza essere convinti che ci sia qualcosa che esiste di per sé. A ogni modo, anche senza prendere posizione in merito all’esistenza di una realtà indipendente dalle nostre osservazioni, è indubbio che l’universo che è oggetto di indagine scientifica è unicamente quello a cui abbiamo accesso con le nostre osservazioni.

Immagine da pixabay.

 


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