stiamo tranquilli…

Marte, utopia comunista

0 commenti

Daniele Porretta indaga su Il Tascabile la letteratura di fantascienza sorta in Russia prima e dopo la Rivoluzione d’Ottobre, le cui produzioni risentirebbero degli influssi utopistico-rivoluzionari esercitati sull’arte in generale dagli eventi politici del periodo 1905-1917. Porretta si sofferma in particolare sul romanzo di Aleksandr Aleksandrovič Bogdanov La stella rossa (1908), nel quale lo scrittore e filosofo socialdemocratico racconta di una società a produzione collettivistica realizzata su Marte in cui uomini e donne hanno finalmente raggiunto la parità di genere e la didattica destinata all’istruzione dei bambini è strutturata in maniera tale che in questi non si sviluppino quei tratti individualistici, tipicamente terrestri, tanto osteggiati dal socialismo. Nell’ultima parte del pezzo l’autore ci parla del romanzo Aelita (1922), di Aleksej Nikolaevič Tolstoj, in cui il Pianeta Rosso diviene teatro di una rivoluzione contro la tirannia del Consiglio supremo degli ingegneri capeggiato dall’umanoide Tuscub.

Oltre ai Paesi anglosassoni e all’occidente industrializzato, anche in Russia il romanzo scientifico e la letteratura di fantascienza conquistarono sempre più lettori a inizio Novecento. Le rivoluzioni del 1905 e del 1917 ebbero un influsso decisivo sullo sviluppo del genere, in quanto il progresso tecnologico era considerato uno degli elementi simbolici fondamentali del socialismo. Mentre nei due secoli che precedono la rivoluzione l’utopismo russo fu caratterizzato soprattutto dalla fondazione di comunità di tipo religioso e spirituale, utopie teocratiche e micro-utopie comuniste, la fine del Diciannovesimo secolo vide il Paese agitato da un processo di rapida industrializzazione che avrebbe finito per influenzare anche la cultura popolare.

In questo stesso periodo vennero tradotte in russo molte delle utopie europee e americane, con le loro visioni positive dell’elettricità, degli edifici collettivi e dell’uso della tecnologia nella vita quotidiana. Tutto ciò esercitava grande fascino sul socialismo russo, che in tali visioni vedeva la materializzazione futura della rivoluzione: “Un sogno di un futuro dorato dove uomini e donne avrebbero lavorato, studiato e amato in completa libertà, armonia e in comune, liberati dall’arretratezza, dalla povertà e dall’avidità che avevano sempre tormentato l’umanità”.

Immagine da pixabay.


Commenta qui sotto e segui le linee guida del sito.