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Poesia dal fronte, jihad e islamismo [EN]

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Su suggerimento di @Issa.

 

In un lungo articolo uscito sul New Yorker, la seconda settimana di giugno, due studiosi americani descrivono il ruolo preminente che ha la poesia araba, nella costruzione e nella diffusione dell’ideologia jihadista, citando anche numerosi esempi tradotti dall’arabo di opere composte da esponenti di primissimo piano, come Osama Bin Laden.
L’articolo dà molti spunti interessanti per comprendere il rapporto, ancora molto forte, del mondo arabo con la poesia: quanto sia centrale nella società civile e quanto lo sia stata storicamente, ripercorrendone parte della sua storia, appunto, per contestualizzare il fenomeno in un quadro più generale.
Tra gli autori citati, la più interessante è forse Ahlam al-Nasr, donna e poetessa “di corte” dello stato islamico, nonché simbolo della contrapposizione fra tradizionalismo e novità, elemento che si palesa in questo ultimo stadio della jihad.

Per chi fosse interessato all’argomento c’è anche quest’altro articolo sul rapporto fra poesia e regime in Iran, che ripercorre più in dettaglio la rilevante storia letteraria recente di questo paese, ora al centro della cronaca per i ben noti sviluppi geopolitici.

 

Immagine “Learning Arabic calligraphy” di Aieman Khimji – http://www.flickr.com/photos/aieman/214986349/Digitally edited for quality by uploader; no copyright is claimed for these changes.. Con licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons


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