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Prima della Libia: l’origine dei flussi migratori

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La YAIM (Youth Against Irregular Migration) è l’associazione creata da un giovane senegalese respinto in Europa e ritornato in Senegal, il cui obiettivo è di far conoscere i reali pericoli del viaggio della speranza. Le aspettative verso il successo nel mondo sviluppato però sono così alte che chi affronta l’odissea dell’emigrazione clandestina preferisce non far sapere in patria le reali condizioni in cui si trova.

Ne parla un articolo di Progetto Melting Pot Europa:

“Chi viene rispedito indietro dall’Europa va incontro ad un destino che è considerato peggio della morte – spiega il giovane attivista Mustapha Sallah – Io sono fortunato. Ho una famiglia che mi ha riaccolto. Ma non è così per la maggior parte dei migranti”.

Mustapha è un portavoce dell’associazione interafricana Youth Against Irregular Migration (Yaim) nata in Gambia proprio per tutelare i migranti di ritorno e per spiegare ai giovani che intendono partire a quali rischi vanno incontro.
[…] Oggi Mustapha con la sua associazione si occupa di aiutare i disperati che non hanno il coraggio di rientrare in famiglia, “cerco di spiegargli che non c’è vergogna nell’essere respinti dalle frontiere”, e gira per i villaggi dell’interno per raccontare cosa significa affidare la propria vita ai trafficanti. “Chi parte non sa quello a cui va incontro – spiega -. Nei villaggi queste informazioni non arrivano”.

Immagine da Defense.gov


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