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Reddito di cittadinanza: il governo non ascolta gli esperti e «punisce» i poveri

Reddito di cittadinanza: il governo non ascolta gli esperti e «punisce» i poveri

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Su Valigia Blu, Carlo Canepa discute i limiti della riforma del reddito di cittadinanza proposta nel disegno di legge di Bilancio.

Le novità proposte nel disegno di legge di Bilancio non rispecchiano i numerosi suggerimenti evidenziati da diversi esperti di povertà, che da tempo hanno raccolto evidenze e suggerimenti per rendere il provvedimento più equo e meno discriminatorio.

Le modifiche annunciate sono state subito criticate da alcuni esponenti del comitato di valutazione del reddito di cittadinanza, nominato a marzo dal Ministero del Lavoro, che presto dovrebbe pubblicare un rapporto sulle sue ricerche. Con il disegno di legge di bilancio «si è voluto dare il messaggio che si sarà ancora più severi con i poveri», ha per esempio dichiarato il 30 ottobre a Il Fatto Quotidiano Cristiano Gori, professore ordinario di Politica Sociale all’Università di Trento e membro del comitato. «Dietro c’è lo stereotipo del povero come una persona che non vuole lavorare, verso cui avere un approccio coercitivo e punitivo». Su una posizione simile si è schierata lo stesso giorno su Repubblica anche Chiara Saraceno, che presiede il comitato. La sociologa ha auspicato che in Parlamento vengano apportate modifiche «basate sull’analisi dei dati e non su prese di posizione ideologiche o narrazioni senza riscontro empirico».


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