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Ripensare i dinosauri. Di nuovo.

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Un articolo di Gabriele Ferrari, paleontologo e divulgatore scientifico ma anche critico cinematografico, parla di come pensiamo ai dinosauri.

Partendo dal cinema contemporaneo e dalla persistente distanza tra ciò che la scienza oggi sa e ciò che l’immaginario collettivo continua a vedere sullo schermo, Ferrari ripercorre mezzo secolo di scoperte paleontologiche, che hanno rivoluzionato la nostra concezione dei dinosauri: l’idea di creature goffe e stupide è stata smontata a partire dagli anni ’60, da studi che hanno parlato di animali dinamici, intelligenti, sociali, forse a sangue caldo, e strettamente imparentati con gli uccelli. La nuova immagine – già parzialmente proposta al largo pubblico in film precedenti come “Alla ricerca della Valle Incantata” – fu poi consacrata e diffusa da “Jurassic Park” (1993), che si valse della consulenza scientifica del paleontologo Jack Horner. I dinosauri di Spielberg, però, erano ancora senza piume: solo tre anni dopo l’uscita del film la scoperta del Sinosauropteryx convinse i paleontologi di quanto esse fossero diffuse fra i dinosauri. Negli ultimi anni nuovi studi hanno provato a studiare il comportamento di questi animali, avanzando ipotesi su branchi organizzati, migrazioni, e dinamiche sociali, mentre altri ricercatori hanno invitato a considerare come il loro aspetto potesse essere modificato da parte molli che non si sono conservate. Tutte queste ipotesi e scoperte, però, non sono ancora state trasmesse al largo pubblico da film di successo.

Ed ecco il vero punto del discorso: la frattura profonda tra la scienza dei dinosauri e la loro immagine pubblica è, tristemente, una questione commerciale. I dinosauri attivi e intelligenti sono “really cool” come dice Horner: ecco perché i Velociraptor di Jurassic Park hanno avuto successo. I dinosauri piumati invece no: sono buffi, sembrano polli giganti, non sono spaventosi. Poco importa che le loro piume avessero poco a che fare con quelle di oche e galline (nella maggior parte dei casi erano poco più che filamenti, presenti solo sulle zampe e sulla coda, con funzioni di isolamento termico e forse di display visivo ma non adatte al volo): le squame sembrano una condizione irrinunciabile per portare al cinema un dinosauro efficace.


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