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Siamo entrati a Parco Verde, il ghetto più inaccessibile e violento d’Europa

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Un’inchiesta di Vice a cura di Enrico Nocera descrive la situazione del Parco Verde a Caivano, spiegando come sia diventata una delle realtà più problematiche in Italia a partire dalla sua nascita a seguito della speculazione edilizia che accompagnò la politica edilizia campana successiva al terremoto in Irpinia nel 1980.

Da sistemazione provvisoria, il Parco Verde si è trasformato in rione residenziale permanente. Un ghetto abitato da reclusi in casa, fisicamente separato dal resto della cittadina, segnato da stradoni perpendicolari di cui nessuno ricorda più il nome.

Il Verde che definisce il Parco non è quello di aiuole o giardini, ma quello sbiadito dei palazzi che sorgono uno dopo l’altro in fila, con ampi cortili interni dove il narcotraffico è l’attività quotidiana più diffusa.

“Qua dentro le piazze di spaccio non si contano. In un quartiere abitato da circa seimila persone, compresi i bambini, sono oltre seicento quelle che vivono di traffico di stupefacenti,” spiega a VICE News Bruno Mazza, responsabile dell’associazione Un’infanzia da vivere.

Il Parco Verde è tornato tristemente alla cronaca in questi giorni, a causa di una violenza sessuale di gruppo.


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