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Strage di Hanau, la scrittrice Ben Pastor: “Mi aspetto una riflessione più profonda su quanto accaduto”

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In un’intervista pubblicata su Repubblica, la scrittrice italiana naturalizzata statunitense Ben Pastor riflette sulla strage di matrice xenofoba avvenuta nella città tedesca di Hanau il 19 febbraio scorso.

“Io non credo ai rigurgiti ideologici. La storia non si ripete mai uguale a se stessa, però può prendere altre forme. Il diavolo non si presenta due volte con lo stesso volto”. Ben Pastor, nome d’arte di Maria Verbena Volpi, già docente di scienze sociali nelle università americane, è la raffinata scrittrice dei polizieschi pubblicati da Sellerio con protagonista Martin Bora, ufficiale tedesco durante la seconda guerra mondiale. La storia, la memoria, gli orrori del passato sono da sempre al centro dei suoi studi e dei suoi scritti. “Sono scioccata dalla strage di Hanau e preoccupata dalla tendenza che ha la Germania di derubricare simili episodi a tragedie della follia”.

Non siamo di fronte all’opera di un folle?

“Ovvio che lo siamo, quell’uomo parlava di autopsie sugli alieni, di società segrete che controllerebbero gli Stati Uniti, di basi sotterranee con torture sui bambini… Quello che mi chiedo è come sia possibile che una persona così disturbata detenesse legalmente un’arma: non si passa improvvisamente dall’essere un pacifico cittadino a un pluriomicida. Quante persone affette da malattie mentali non sono adeguatamente assistite? Mi aspetto che le autorità rispondano a queste domande, perché anche la follia è un male di cui un Paese deve farsi carico. Però mi aspetto anche una riflessione più profonda”.

Immagine da maxpixels.


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