stiamo tranquilli…

Verso l’Eurogruppo

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di IlRepubblicante

In attesa del 7 aprile, quando si riunirà nuovamente l’Eurogruppo per discutere delle misure economiche al coronavirus.

Sta circolando da giorni un non-paper che dovrebbe rappresentare la bozza di intervento in discussione alla prossima riunione dell’Eurogruppo.

Politico accredita un probabile intervento europeo in tre linee – che alcuni giornali tedeschi definiscono la triade della solidarietà.

La Commissione, dopo le prime ambiguità, ribadisce l’apertura ad ogni opzione, rivendicando la necessità di un Piano Marshall europeo, nelle discussioni per il nuovo budget pluriennale. Il Vice Presidente Dombrovskis, intervistato congiuntamente da piu’ giornali, ha dichiarato che tutte le alternative sono ancora sul tavolo (qui al New York Times)
Simili le dichiarazioni di una altra Vice Presidente, Vestager.

Nel frattempo la Commissione ha pubblicato la bozza di regolamento per lo schema di sostegno alla disoccupazione, SURE (qui), ora in discussione al Consiglio.

Infine, Bruegel riflette su quali strumenti la Banca Centrale Europea possa mobilitare, nell’arrivo di una nuova recessione, con tassi d’interesse già prossimi allo 0.

Le posizioni e gli schieramenti

Il direttore esecutivo del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) difende le ragioni di un intervento del fondo: il MES è già configurato, con le dotazioni di capitale adeguate e può rapidamente mobilizzare risorse. Interventi alternativi dovrebbero inevitabilmente passare per un lungo iter legale. Qui, su Irish Times.

Italia e Spagna, in attesa della riunione, rivendicano la necessita’ di un intervento europeo vigoroso e congiunto. Il primo ministro spagnolo nella conferenza stampa che ha prolungato lo stato di allarme ha ribadito la ‘determinazione totale e assoluta’ in un piano di debito comune.
Qui una intervista del Ministro delle Finanze spagnolo al País. Qui una intervista del Ministro degli Esteri italiano Di Maio allo Spiegel.

La Francia continua a proporre l’intervento di un fondo europeo ad-hoc. Qui l’intervista del Ministro delle Finanze Le Maire al Messaggero.

Tra i frugal four, i quattro paesi che si oppongono a forme di debito comune, la Germania è quella con un dibattito pubblico più acceso. La stampa tedesca discute profondamente al riguardo degli Eurobond. Lo Spiegel, è attivamente in favore di una reazione europea vigorosa alla crisi.
Lo Spiegel pubblica due ottimi riassunti della situazione, qui e qui.
Qui un invito al governo tedesco, ad abbondare il rigetto agli eurobond.

Il Frankfurter Allgemeine Zeitung mostra le spaccature in seno alla CDU, mentre un editoriale del Suddeutsche Zeitung si schiera severamente contro la linea del governo.

Il governo sta seguendo raccomandazioni scientifiche sulle misure per prevenire il contagio. Sui Corona Bonds, invece, non ascolta i consigli degli economisti. Questi bonds sono nell’interesse tedesco.

L’articolo prosegue identificando i grossi limiti di un sistema di prestiti incentrato sul MES: l’insufficiente capitalizzazione del fondo, e il rischio di un downgrading del rating dei paesi che ne fanno domanda,. Dei bond europei acquistabili dalla BCE sarebbero virtualmente a prova di insolvenza. Il dibattito è più spesso ideologico-religioso, che economico, conclude il giornale.


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