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Contro il determinismo biologico e culturale.

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Sul suo canale Youtube Immanuel Casto, prendendo spunto da un’assurda accusa effettuata in parlamento e da una risposta ad essa, reputata solo in parte soddisfacente, affronta la questione dei determinismi culturali e biologici, prendendo le distanze da entrambi.

Prendendo spunto da un video in cui una giurista critica le parole che la deputata grillina Cherchi ha rivolto contro il ministro Valditara, Casto inizia con lo smontare l’ipotesi del determinismo culturale con un semplice esempio:

Basta prendere due persone in una stessa cultura in condizioni simili, dove una agisce in un modo e l’altra in un altro. Prendiamo due uomini, entrambi lasciati dalla partner, dove uno la uccide e l’altro no.

Per smontare l’ipotesi del determinismo biologico, invece, fa un esempio di un comportamento, cantare in pubblico, che in un villaggio alcuni mettono in atto ed altri no, spiegando che chi lo mette in atto è geneticamente predisposto a subire gli effetti di un veleno presente nell’acqua che rifornisce il pozzo del villaggio.

Per Casto, quindi, entrambi i determinismi, sia biologico che culturale, sono applicabili solo in un numero abbastanza ristretto di casi, mentre coloro che li vogliono utilizzare per semplificare la complessità dell’essere umano si trovano a compiere un errore. Inoltre afferma che affrontare le problematiche della società moderna con l’uso del determinismo, biologico o culturale che sia, tende a fuorviare coloro che sono interessati ad affrontare tali problematiche in maniera più ampia, rischiando quindi di implementare soluzioni scarsamente utili, potenzialmente distruttive e foriere di nuovi problemi.

Purtroppo sia l’idea della predestinazione di poter dividere le persone tra buone e cattive, che il progressismo magico che promette di trasformare le persone di fatto con delle formule magiche, educazione affettiva, patriarcato, hanno entrambe successo per la stessa ragione per cui hanno successo le bufale: sono facili.


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