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A colloquio con Roberto Battiston, dopo la sua controversa rimozione dal vertice dell’Agenzia Spaziale Italiana

A colloquio con Roberto Battiston, dopo la sua controversa rimozione dal vertice dell’Agenzia Spaziale Italiana

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A cura di @NedCuttle21(Ulm).

Il mensile Prisma pubblica un’intervista a Roberto Battiston, docente di Fisica Sperimentale presso l’Università di Trento ed ex presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana. Battiston sostiene che le ragioni alla base della sua rimozione dalla presidenza dell’ASI sarebbero legate a una discutibile applicazione dello spoils system – nel caso specifico, da parte dei vertici della Lega – al mondo della ricerca.

Il ministro Bussetti che ti ha revocato, il sottosegretario Giorgetti che esclude l’Asi dal Comitato interministeriale: non hai legato con gli esponenti del nuovo governo. «Non è un problema di persone. Con Bussetti, per esempio, ho avuto a settembre un lungo, cordiale e proficuo incontro in cui all’Asi e al Cnr era stato affidato il delicato compito di monitorare dall’alto, con i satelliti Cosmo Sky Med, la stabilità degli edifici scolastici, messa a rischio da recenti terremoti o da dissesti idrogeologici. Non è neanche un problema di divergenze politiche: all’Asi ho sempre lavorato come manager ed esperto, con l’unico obbiettivo di realizzare i vari progetti, di risolvere i problemi e di disegnare l’architettura del sistema spaziale italiano».

E invece lo stesso ministro Bussetti, qualche giorno fa, ti ha convocato per dirti che non eri più presidente dell’Asi. «Questo colloquio è stato decisamente meno cordiale. Anche se il ministro non è che abbia parlato molto. Era assistito dal capo-gabinetto del Miur che ha parlato molto di più. Ha fatto solo qualche commento di carattere generale, relativamente al fatto che il precedente governo aveva fatto delle nomine tardive, senza mai entrare nel merito della mia azione. Mi è rimasta in mente una frase: “l’Asi è solo una casella da sistemare, come altre”. Impressionante!


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