stiamo tranquilli…

Capitèi

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Vi proponiamo la lettura di un documento rinvenuto in una mansarda veneta, nascosto sotto pesanti faldoni anni Ottanta, circondato da ruote di biciclette e lampade di plastica. Datata 1987, si tratta di una ricerca etnografica condotta dai bambini di una scuola elementare della provincia di Padova. L’oggetto della ricerca sono i cosiddetti capitèi, che in italiano si chiamano edicole votive, e in altri localismi italiani santellepilonitabernacoli

In Veneto si chiamano capitèi, ma anche capitelli, e sono tra le presenze ricorrenti della psicogeografia di provincia, mete di rosari infantili, luci mute che di notte accompagnano le auto a casa loro.

Fin dall’infanzia cerchiamo di capire cosa si nasconde dietro al mondo, in fondo ai tubi, sotto ai tombini. Vi lasciamo quindi con le domande dei bambini, sapendo che per gioco possiamo rivolgerle a qualsiasi forma di realtà.

“Perché sono stati costruiti i capitelli? Da chi? Quando? A quali santi sono stati dedicati? Come sono conservati? Quando vengono fatti oggetto di particolare attenzione? A queste e ad altre domande cercheremo di rispondere con la ricerca che incominceremo oggi”.

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