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Chi sono i nuovi ambientalisti (e perché fanno bene)

Chi sono i nuovi ambientalisti (e perché fanno bene)

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A cura di @NedCuttle21(Ulm).

Rivista Studio ha intervistato alcune persone che hanno scelto di aderire al movimento Fridays for Future.

In 1693 città di 106 paesi, oggi, studenti delle età più disparate da tutto il mondo scioperano contro i disagi provocati dal cambiamento climatico, in aperta contestazione verso l’immobilismo di una certa politica su un tema che per sua stessa essenza sta a cuore prima di tutto a chi, nel futuro, dovrà viverci. Il movimento, etichettato come Fridays For Future, è frutto dello spirito di iniziativa di Greta Thunberg, la sedicenne svedese che lo scorso agosto ha scioperato da scuola per due settimane consecutive piazzandosi di fronte alla sede del Parlamento con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul climate change. Il suo volto ha avuto una risonanza mediatica straordinaria (è stata invitata alla COP24 di Katowice e al World Economic Forum di Davos) e ha fatto da detonatore a una fittissima rete di piccole organizzazioni locali, nella maggior parte studentesche, che hanno raccolto il messaggio e in pochi mesi si sono mobilitate fino a fissare nella giornata di oggi il #GlobalStrikeForFuture.

In un articolo pubblicato su Valigia Blu, Antonio Scalari spiega l’importanza del movimento contro i cambiamenti climatici, criticando al contempo quelli che vorrebbero farlo passare solo come uno dei tanti effetti del dilagare del populismo.

Per la prima volta da quando è chiaro (fattualmente certo) che sono in atto cambiamenti climatici causati da diverse attività umane, un diffuso movimento di protesta globale chiede di agire per contrastarli. A chi lo chiede? Ai “grandi della Terra”, ai capi di Stato e di governo, ai parlamenti. La cosa è in sé ovviamente sensata, quantomeno non è per nulla inedita dal punto di vista storico se si considera che sempre i movimenti di protesta sono partiti dal basso per rivolgersi e colpire verso l’alto. Ma per qualche ragione oggi questo appare ad alcuni bizzarro, illusorio, sbagliato, scomposto. Non solo, è visto come un effetto del “vento populista” che soffia in Occidente.

 

 


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