Un articolo, pubblicato sulle pagine economiche del sito QuotidianoNazionale, ci racconta che un numero crescente di bagnanti affolla la ridente località dell’Aia, maggiormente conosciuta per essere la capitale dei Paesi Bassi. Tra i turisti iniziano ad essere presenti anche persone in fuga dai sempre più invivibili paesi mediterranei. Anche altre località del nord Europa sembrano essere sempre più ricercate come località marittime.
Mentre il Sud Europa soffoca sotto le ondate di calore e gli incendi, cresce il boom delle ferie al fresco. I dati dell’European Travel Commission e delle grandi piattaforme confermano la svolta: così il cambiamento climatico sta ridisegnando la mappa dei viaggi estivi
Le ondate di calore che colpiscono il Sud Europa stanno spingendo molti viaggiatori a scegliere mete più fresche per le vacanze estive. Questo nuovo orientamento, definito coolcation, sta ridisegnando la geografia del turismo europeo.
Un esempio emblematico di questa nuova tendenza è L’Aia. Una città che, fino a poco tempo fa, veniva associata quasi esclusivamente ai palazzi istituzionali e alla Corte Internazionale di Giustizia. E invece oggi sta vivendo una sorprendente rinascita turistica. Le sue temperature miti, che oscillano tra i 15 e i 25 gradi, e gli undici chilometri di spiagge affacciate sul Mare del Nord la stanno trasformando in una meta estiva molto ambita. I dati lo confermano: negli ultimi dieci anni i pernottamenti sono aumentati del 60%, e negli ultimi due anni le visite da Paesi mediterranei come Italia e Spagna sono cresciute del 9%.
Con temperature medie estive che di giorno oscillano tra i 15 e i 25 gradi, L’Aia offre 11 chilometri di spiagge sabbiose sul Mare del Nord dove fare surf e cenare sul bagnasciuga.
Il Comune, consapevole di questo boom, sta cercando di gestire il fenomeno con attenzione: limita le licenze per Airbnb e frena la costruzione di nuovi hotel, puntando su un turismo più sostenibile e meno invasivo.
Questa trasformazione non riguarda solo L’Aia. Secondo l’European Travel Commission, una fetta sempre più consistente di europei sceglie la destinazione estiva in base al clima: il 16% cerca esplicitamente temperature miti, mentre circa un turista su sette evita le mete troppo calde. Anche le piattaforme di prenotazione confermano il trend: Trip.com registra un aumento del 74% nelle ricerche legate alle coolcation, Booking.com rileva che oltre la metà dei viaggiatori considera il cambiamento climatico un fattore decisivo per le vacanze future, e Expedia nota un forte incremento delle prenotazioni last-minute, segno che molti aspettano i bollettini meteo prima di decidere.
secondo un’indagine globale di Booking.com il 56% dei turisti ammette che i cambiamenti climatici influenzeranno direttamente la pianificazione delle proprie vacanze future.
La mappa del turismo europeo, di conseguenza, si sta ridisegnando. Zone che un tempo venivano considerate “secondarie” per le vacanze estive stanno vivendo un vero boom. La Spagna atlantica, la cosiddetta España Verde, ha superato i 17 milioni di visitatori, con un aumento del 17%. I Paesi Baschi registrano un +65% di arrivi britannici nei primi sette mesi del 2025. Anche le regioni più fresche del Nord Europa, come la Svezia e l’isola di Gotland, stanno attirando sempre più interesse. E mete come Ostenda in Belgio o le isole tedesche di Sylt e Rügen vivono stagioni quasi da tutto esaurito, grazie alla combinazione di clima piacevole, natura e cultura.
In sintesi, il caldo estremo sta spingendo molti europei a ripensare le vacanze: non più solo mare e temperature tropicali, ma luoghi dove si può respirare, camminare, esplorare e godersi l’estate senza soffrire. Le coolcation non sono più una curiosità: stanno diventando una nuova normalità.


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