Cosa succede alla democrazia, all’etica pubblica e al mercato quando i legislatori che dovrebbero regolamentare la privacy dei dati e l’intelligence frequentano gli stessi club ultra-riservati dei giganti della sorveglianza tecnologica? Valigia Blu descrive come le grandi aziende di comunicazioni e sicurezza americane stanno bypassando o pilotando i governi in modo da acquisire sempre più potere, e piazzare persone di fiducia nei punti di controllo.
L’articolo riassume i risultati di un’inchiesta di Wired, partita da una segnalazione anonima e dall’azione dell’hacktivista maia arson crimew, che ha svelato la composizione e i documenti interni di “Dialog”, una rete privata e accessibile solo su invito cofondata nel 2006 dall’investitore Peter Thiel e da Auren Hoffman. Per quasi vent’anni, questo club ha riunito annualmente — e in segreto — figure di spicco della politica, della finanza, della tecnologia e della sicurezza internazionale, con un biglietto d’ingresso da 16.000 dollari. Al di là dei dettagli più singolari emersi dal leak di dati, l’inchiesta solleva profondi interrogativi di rilevanza pubblica e istituzionale sulle dinamiche del potere contemporaneo.
I documenti rivelano l’esistenza di conflitti di interesse sistemici, con i membri divisi in vere e proprie “cerchie” di influenza. In una di queste, il cofondatore di Palantir risulta in contatto stretto con membri della Commissione per l’intelligence della Camera dei Deputati USA, ovvero l’organo che supervisiona le agenzie governative con cui la stessa Palantir stipula contratti miliardari. Allo stesso modo, esponenti della Commissione per il Commercio, l’organo che vigila sulla privacy dei dati dei consumatori, condividono spazi privati con importanti intermediari di dati.
A gravare sul quadro istituzionale si aggiunge il sistematico aggiramento delle leggi sulla trasparenza. Nessuno dei partecipanti ha infatti utilizzato e-mail governative per registrarsi: l’uso esclusivo di account personali o aziendali ha collocato deliberatamente le comunicazioni e la presenza agli incontri al di fuori dei sistemi di posta soggetti al controllo pubblico o alle richieste di accesso agli atti.


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