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È la scienza che tiene insieme l’Europa

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A cura di @NedCuttle21(Ulm).

Su Scienza in rete, la recensione a firma di Luca Carra di “La scienza e l’Europa”, un’opera in cinque volumi realizzata dal giornalista scientifico Pietro Greco.

Rese possibili dalla scienza, l’unità e prosperità d’Europa potrebbero finire per un deficit di scienza. Così si potrebbe riassumere la monumentale opera di Pietro Greco “La scienza e l’Europa”, che in cinque volumi ha voluto ripercorrere la storia del continente dall’autunno del Medioevo fino ai giorni nostri.

La coscienza dell’appartenenza a una cultura europea si fa strada con il risveglio delle lettere e delle scienze nel XII e XIII secolo (primo volume), si consolida nel Rinascimento (secondo volume), conosce il suo fulgore con la nascita della scienza sperimentale nel Seicento e nei suoi sviluppi sette e ottocenteschi (terzo volume). Il primo Novecento vede, tra le altre discipline, la grande stagione della fisica della relatività e dei quanti (quarto volume). Ma è nel secondo dopoguerra, di cui si parla nel volume appena uscito, che l’Europa cede la primazia scientifica, economica e politica agli Stati Uniti, e in un futuro non lontano alla Cina e agli altri paesi asiatici.

Immagine da Wikimedia.

 

 


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