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I docenti italiani di fronte a DaD e ventilati recuperi estivi

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Nei giorni della formazione del governo Draghi, organi di stampa e dichiarazioni fatti all’uscita delle consultazioni hanno fatto filtrare la possibilità che, nel tentativo di ridurre l’impatto negativo che il ricorso a singhiozzo alla didattica a distanza (al 100%, al 75%, al 50%…) starebbe avendo sulla formazione degli studenti, soprattutto delle scuole superiori, il nuovo governo disponga l’allungamento del calendario scolastico fino al termine di giugno.

Le reazioni dell’opinione pubblica si sono divise tra favorevoli e contrari. In questo contesto, Francesco Rocchi del gruppo Condorcet interviene su Gessetti Colorati ripercorrendo il complicato rapporto tra docenti italiani e Didattica a Distanza, dal marzo 2020 ad oggi. La tesi è che l’allungamento dei tempi dell’anno scolastico non deve essere un tabù, e che i docenti – esasperati, come tutti, dall’anno di pandemia – stiano montando un’opposizione niente affatto costruttiva alla proposta di allungamento, arrivando a rimangiarsi le feroci critiche che gli stessi hanno riservato alla DaD; interessanti le reazioni di genitori e docenti alle tesi dell’autore, segnalate in calce all’articolo stesso e reperibili, rispettivamente, sulla pagina instagram di Mammadimerda* e sulla pagina Facebook di Orizzontescuola.

Immagine da Gilda Venezia.


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