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Il “referendum” russo

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Nello Scavo in un articolo su Avvenire viene descritto come la Russia sta organizzando i referendum non liberi nei territori occupati.

“Un referendum in quattro mosse: propaganda, intimidazione, manipolazione del voto, proclamazione dell’annessione. Il piano di Putin era in atto da settimane, come prova il vademecum per le forze di occupazione. Obiettivo: «Dare l’impressione di un’ampia espressione della volontà popolare».

Da domani al 27 gli emissari del Cremlino vigileranno sul voto indetto nel Donbass, dove nessuno sa con esattezza quanti siano gli aventi diritto al voto, né come si svolgerà la consultazione elettorale. Nelle regioni occupate vivevano prima del conflitto oltre 6 milioni di persone, la metà dei quali con diritto di voto. Centinaia di migliaia hanno però lasciato le loro case, molti in direzione del territorio russo – dove non sono state ancora chiarite anche le accuse di deportazioni – e altri verso l’Ucraina occidentale o i Paesi europei.

«Un referendum farsa per annettersi altre parti dell’Ucraina, una violazione estremamente significativa della Carta delle Nazioni Unite», ha affermato il presidente americano, Joe Biden, nel suo discorso all’Onu.”


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