Il canale Youtube NGV Melbourne, in un video di circa quindici minuti, con l’aiuto della Dr. Hilary Davidson, storica della moda, introduce lo stile Regency, tipo di abbigliamento molto riconoscibile e diventato famoso per i film storici tratti dalle opere di Jane Austen e per la serie tv Bridgerton (che, però, non è storicamente corretta, e non solo dal punto di vista dell’abbigliamento dei personaggi).
From the ‘little white dress’ in every woman’s wardrobe to voluminous sleeves, bold necklines and romantic plaids and tartans, fashion of the long Regency era (1795-1820s) was as daring as it was demure. As part of Observations, US-based fashion historian and author Hilary Davidson explores the detail, craftspersonship and evolution of women’s fashion in the Regency era.
Il periodo della Reggenza, storicamente, dura solo nove anni, dal 1811 al 1820, quando George, principe di Galles, divenne reggente del regno a causa della malattia di suo padre, George III. Ma, nella storia della moda, il periodo Regency copre un periodo più lungo: infatti va, indicativamente, dal 1795 ai primi anni del decennio 1820.
Chiunque abbia visto, anche solo per caso, una delle infinite trasposizioni cinematografiche dei libri di Jane Austen è entrato in contatto con uno dei più riconoscibili stili prodotti dalla moda nei secoli: abiti in tessuti leggeri, lievi e trasparenti come nuvole, con la vita che inizia appena sotto il busto, il corpetto dallo scollo quadrato e le maniche appena sopra il gomito, la gonna lunga e dritta che si arriccia solo lievemente nella parte della schiena. Questi abiti sono spesso accompagnati da cappellini che ombreggiano il volto e scialli in tessuti ancora più lievi di quelli che realizzano gli abiti.
Il tessuto caratteristico per questi abiti è una particolare mussola di cotone, prodotta in India nella regione del Bengala. Il fatto che gli abiti di lusso siano di cotone è la caratteristica più interessante della moda di questo periodo: infatti fino a tutto il XVIII secolo i tessuti più costosi erano realizzati in seta o con un misto di seta e lana. Ma con il consolidarsi del potere della Compagnia delle Indie cominciarono ad arrivare in Gran Bretagna anche le mussole di cotone prodotte nelle Indie Orientali.
Caratteristico di questo periodo storico, inoltre, è il modo con cui la moda si diffondeva: non essendo ancora capillarmente diffuse le riviste specializzate, come invece accadrà durante il periodo Vittoriano, le nuove tendenze della moda passavano da una persona all’altra attraverso la visione diretta di abiti con particolari caratteristiche. Le persone andavano in vacanza in centri alla moda, come Londra o Bath, e nelle lettere a casa, o nei racconti al rientro, descrivevano gli abiti visti, e spesso li riproducevano cucendo i propri (all’epoca soltanto i nobili della corte o le persone estremamente benestanti avevano la disponibilità economica per farsi realizzare gli abiti su misura; gli altri acquistavano il tessuto e realizzavano gli abiti in casa).
Verso la fine del 1810 cominciarono a diffondersi i tessuti in cotone stampato, anche grazie alla maggiore disponibilità, ed al basso costo grazie al lavoro degli schiavi, del cotone statunitense. In questo stesso periodo, grazie alla crescente fama dei lavori di sir Walter Scott, iniziò inoltre quella che viene chiamata “romanticizzazione della Scozia”, della quale troviamo tracce anche nella moda del tempo: divennero infatti popolari nei tessuti i disegni in stile tartan, come quelli indossati dai protagonisti del romanzo Ivanhoe.
During the early 19th century, the romantic or mythologised image of Scotland that we still have today, started to be developed, especially through the work of Sir Walter Scott and a new appreciation of Scotland as separate culture within Britain.
![]()


Commenta qui sotto e segui le linee guida del sito.