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La Francia sta per lasciare la NATO? “Gli Stati Uniti non sono nostri alleati”.

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La politica francese si scontra sul tema della permanenza della NATO, su entrambe le estremità dell’emiciclo.

Lo scorso gennaio Clémence Guetté, deputata di La France Insoumise e vicepresidente dell’Assemblea Nazionale, ha depositato una proposta parlamentare per l’uscita dall’alleanza, a seguito delle azioni aggressive da parte degli Stati Uniti (in quel momento l’ultima era stata il rapimento di Maduro). La proposta segue a un’altra dello stesso partito del 2022, che auspicava l’uscita dal comando integrato della NATO (da cui la Francia si era già autoesclusa dal 1966 al 2009), nell’ottica di un futuro abbandono completo dell’alleanza. Anche il Rassemblement National è scettico sulla NATO: Marine Le Pen ha dichiarato recentemente che vuole uscire dal comando integrato, pur rimanendo nell’alleanza (la storica posizione del suo partito), mentre Jordan Bardella ha dichiarato di essere contrario a uscire dal comando integrato “finché dura il conflitto (in Ucraina)”, perché “non si cambiano i trattati in tempo di guerra”.

Le decisioni in materia spettano all’esecutivo, ragion per cui proposte come quelle di Guetté, ma questi dibattiti sono importanti per capire cosa potrebbero fare i possibili vincitori delle presidenziali del 2027. Come riporta il sito ufficiale de LFI:

Più che un semplice bastione di pace, la NATO rappresenta un’organizzazione militare al servizio di interessi geopolitici ed economici che bloccano ogni iniziativa per il disarmo, la collaborazione internazionale, e l’autodeterminazione dei popoli. (…) Restando legata alla NATO, la Francia in pratica acconsente a essere associata a dei conflitti illegali, a delle strategie aggressive, e a delle minacce di annessione che sono contrari ai suoi valori repubblicani. In questo quadro, il ritiro previsto dalla NATO, a partire dalla dissoluzione del comando integrato, non è semplicemente un passo simbolico ma una decisione politica radicale. Si tratta di una scelta necessario per ristabilire una diplomazia autonoma, non orientata verso le alleanze, e incentrata con decisione sulla pace e la collaborazione internazionale.

 


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