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Le città italiane collegate dalla TAV crescono di più

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Un articolo di Giorgio Santilli sul Sole 24 ore traccia un bilancio sugli effetti della TAV per l’economia e il PIL italiani a dieci anni dal lancio dell’Alta Velocità.

L’Italia della crescita spaccata in due: da una parte le 12 città (con 20 milioni di abitanti nelle aree metropolitane) collegate ogni giorno da 303 treni Tav, dall’altra le città «senza Tav». Nelle regioni più ricche (con reddito pro capite sopra la media) le città dotate di stazione Alta velocità hanno visto crescere il Pil del 10% nel decennio 2008-2018(è il dato provinciale) contro il 3% delle province che hanno una distanza superiore alle due ore da una stazione.

[…] Nelle regioni meno ricche le città con stazione Av sono cresciute dell’8% contro lo 0,4% dei capoluoghi distanti più di due ore. Oltre sette punti e mezzo di differenza. La Tav pesa più del reddito pro capite. A conferma di una relazione fra Tav e Pil il dato intermedio delle città che non hanno stazione Tav ma distano un’ora dallo scalo: 8% nelle regioni ricche, 6% in quelle povere.

L’articolo prosegue citando i dati di uno studio realizzato dall’Università Federico II di Napoli e ripreso da Ennio Cascetta, ordinario di pianificazione dei trasporti nell’ateneo partenopeo. Cascetta, riporta il Sole, è stato capo della struttura di missione del ministero delle Infrastrutture.

 

Immagine da pixabay.


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