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Le incognite sul reddito di cittadinanza viste da Palermo

Le incognite sul reddito di cittadinanza viste da Palermo

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A cura di @NedCuttle21(Ulm).

Un articolo di Internazionale illustra le difficoltà incontrate dai lavoratori di un centro di assistenza fiscale (CAF) e da quelli di un centro per l’impiego (Cpi) della città di Palermo nella gestione delle pratiche per la richiesta del reddito di cittadinanza.

Alle dieci del mattino di un martedì di fine febbraio le poltroncine nere del centro assistenza fiscale (Caf) di via Leonardo da Vinci a Palermo sono tutte occupate. Una scena che si ripete nei più di trecento Caf del capoluogo siciliano, affollati dai tanti che dal 6 marzo potranno fare domanda per il reddito di cittadinanza. Naturale che sia così: la Sicilia, che secondo l’Istat nel terzo trimestre 2018 aveva un tasso di disoccupazione del 19,5 per cento, è la seconda regione con più potenziali beneficiari della nuova misura. Secondo l’istituto di ricerca Svimez parliamo di quasi 182mila famiglie, mentre in Campania sarebbero 206mila e 280mila nel resto del centrosud. Quello al patronato è un passaggio quasi obbligato: per ottenere l’assegno bisogna dimostrare di avere un Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) al di sotto dei 9.360 euro, ed è dunque in uffici come quello di via Leonardo da Vinci che bisogna mettersi in fila. “In media gestiamo ottocento pratiche per l’Isee all’anno”, dice Giovanni Tarantino, responsabile del Caf. “Quest’anno, il 25 febbraio avevamo già superato i quattrocento certificati”.

 


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