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Le origini francesi di “Non ci rimpiazzerai”

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Gli Stati Uniti, lungo la loro storia, hanno importato molte idee dalla Francia.  A partire dal secondo Novecento, è noto il il ruolo essenziale di Jacques Derrida, Michel Foucault, Julia Kristeva, Jacques Lacan, Simone de de Beauvoir e molti altri nello sviluppo del decostruzionismo e degli studi di genere, queer e postcoloniali che sono oggi preminenti fra gli intellettuali americani.

Un lungo articolo del New Yorker esamina un’altra migrazione culturale, molto diversa e molto meno conosciuta, che ha introdotto negli Stati Uniti la “replacement theory”, una teoria cospirazionista che ipotizza un progetto di sostituzione della popolazione bianca dei paesi occidentali con nuovi abitanti non europei.

Si tratta di un percorso complesso e tortuoso, tramite il quale sono migrate idee che spesso non sono pienamente condivise neanche tra gli intellettuali francesi da cui prendono le mosse, tra sfumature, diversità di vedute, differenti nemici percepiti, differenti soluzioni auspicate e obiettivi non sempre coerenti, in un rapporto complicato con i partiti conservatori istituzionali. Nonostante ciò, molte fra le idee di partenza si sono perfettamente ambientate nel contesto statunitense:

On August 11th, the Unite the Right procession marched through the campus of the University of Virginia. White-supremacist protesters mashed together Nazi and Confederate iconography while chanting variations of Renaud Camus’s grand remplacement credo: “You will not replace us”; “Jews will not replace us.” Few, if any, of these khaki-clad young men had likely heard of Guillaume Faye, Renaud Camus, or Alain de Benoist. They didn’t know that their rhetoric had been imported from France, like some dusty wine. But they didn’t need to. All they had to do was pick up the tiki torches and light them.

Immagine da freepik.


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