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Le radici biologiche dell’intelligenza [EN+IT]

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Dove esattamente risiede l’intelligenza? Nel 20 secolo si sosteneva che “anatomy is destiny”, mentre oggi i ricercatori si stanno orientando verso modelli diversi, più complessi, che prendono in considerazione anche il coordinamento fra le onde cerebrali, la comunicazione fra i neuroni e la plasticità del cervello. Anche i neurogenetisti hanno da dire la loro: studi che correlano i risultati scolastici con vari siti nel genoma umano (GWAS; genome-wide association studies) non sono abbastanza robusti per le predizioni su scala individuale e molti sono scettici riguardo questi risultati, ma possono fornire ai ricercatori un modo per distinguere il contributo genetico da quello dell’influenza ambientale, ad esempio nelle analisi che vogliono identificare quali contributi ambientali possono migliorare i risultati scolastici degli studenti. Ma non è solo la biologia dell’intelligenza che rimane una “black box”: anche il concetto stesso di abilità cognitiva è molto discusso. Un articolo di The Scientist prova a fare il punto sulle recenti scoperte.

Un altro articolo di Mind Mente e Cervello riferisce di altri studi di associazione genome-wide: uno identifica 939 nuovi geni implicati in prestazioni elevate nella cosiddetta intelligenza fluida, mentre nel secondo i ricercatori identificano altri 599 geni coinvolti nella stabilità emotiva, le cui varianti espongono a un maggior rischio di elevata instabilità emotiva, depressione e schizofrenia.

Immagine da maxpixels.


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