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L’Emilia-Romagna dice no a Salvini ma obbliga il Pd a cambiare davvero

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Internazionale propone le riflessioni di Alessandro Calvi sui risultati delle elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria e sul futuro del Partito Democratico.

Alla fine Matteo Salvini ha perso. L’Emilia-Romagna ha confermato Stefano Bonaccini alla guida della regione. Ma il leader della Lega ha perso al di là dei numeri, perché la partita che si è giocata era ormai da tempo squisitamente politica e consisteva in un referendum che Salvini aveva proclamato su se stesso. Ebbene, da questo punto di vista il risultato è stato fallimentare.

Quanto alla Calabria, sembra quasi che non si sia andati a votare. L’attenzione è rimasta concentrata sull’Emilia-Romagna proprio a causa della trasformazione di quel voto in questione nazionale, tanto che Salvini, come ha scritto Ida Dominijanni, “ha riservato alla Calabria giusto il tempo di un paio di blitz, trovando ad accoglierlo piazze tutt’altro che oceaniche e contestazioni ovunque”.

Alla fine, come previsto, ha prevalso la berlusconiana Jole Santelli. Di fronte, aveva tre candidati che si erano presentati – è sempre Dominijanni a scrivere – “all’insegna del ‘né né’, né di destra né di sinistra”.

 


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