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A cura di @NedCuttle21(Ulm).

In un articolo pubblicato su Il Tascabile, Alessandra Castellazzi riflette sui cambiamenti determinati nei ritmi giornalieri dell’uomo dall’evolversi del capitalismo e della società dei consumi.

The Clock di Christian Marclay ha vinto il Leone d’Oro alla Biennale d’arte del 2011. È un’installazione composta da circa 12.000 spezzoni di film e programmi tv, montati in un video che segue per ventiquattro ore lo scorrere del tempo: l’ora catturata nelle scene corrisponde esattamente a quella che vivono gli spettatori, il tempo narrativo è sincronizzato con quello reale. Ci sono orologi, sveglie, appuntamenti da dare o da ricordare, il conto alla rovescia per la mezzanotte, il tè delle cinque, l’avviso che un treno partirà alle otto in punto. Il video è stato proiettato nel corso degli anni in alcune gallerie e musei, attrezzati di divani per gli spettatori; l’ultima in ordine di tempo alla Tate Modern di Londra, questo inverno. In quell’occasione, la giornalista del New York Times Holly Williams scrive: “Il pensiero di addormentarsi nel corso della durata è allettante, ma anche preoccupante: sarà tempo ben speso o tempo buttato?”.

Immagine da Flickr.


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