Alla luce dei recenti attacchi alle raffinerie russe e alle conseguneti code generatesi per ottenere benzina, il ricordo non può che correre a tempi neanche troppo remoti dove la società sovietica doveva fare la coda per il pane, la carne, qualunque frutto che non fosse una mela e pure libri, come spiega un articolo di un sito specializzato nella gestione delle code.
Le code sono una realtà consolidata in molti paesi del mondo ma c’è stato un paese in cui le code erano parte integrante della vita quotidiana. Questo paese non è nemmeno più presente sulle mappe: il suo nome è Unione Sovietica .
Nell’URSS, fare la fila non era solo un modo per ottenere qualcosa. Era quasi uno sport, un’attività in sé .
Le code erano un’ottima scusa per socializzare, scambiarsi notizie, pettegolezzi e passare il tempo.
Le file erano il risultato di un sistema in cui la produzione era decisa in anticipo, in maniera slegata dalla domanda, ed era costantemente insufficiente: l’unico modo di decidere a chi dovessero andare i pochi prodotti disponibili era di seguire il principio “chi prima arriva meglio alloggia”. C’era quindi un forte incentivo a comprare il prima possibile, e se possibile anche a fare incetta, in quanto non si sapeva quando si sarebbe potuto comprare altro. Il sistema quindi si alimentava: se si vedeva una coda, era una buona idea mettersi in fila, prima ancora di sapere cosa stessero vendendo. La scarsità non riguardava solo i prodotti alimentari (un problema diffuso soprattutto nei primi trent’anni dell’URSS, segnati da terribili carestie), ma anche i beni di consumo che il partito decise di produrre dopo la morte di Stalin. Nel 1969, per esempio, l’URSS decise di cominciare a produrre carta igienica – prima si usavano i vecchi giornali, e di lanciare “pubblicità progresso” per incentivare il suo uso: il risultato fu che i Sovietici si abituarono al nuovo prodotto, che divenne subito troppo scarso.
Dal pane agli appartamenti, per ogni cosa si doveva aspettare. Perfino la lotta contro l’alcolismo passò attraverso la creazione di nuove code (nel 1985 l’URSS limitò l’orario in cui si potevano vendere legalmente alcolici). Se non altro, il tema diede origine a moltissime barzellette, di cui alcune citate nell’articolo:
A causa delle leggi contro l’alcolismo di Gorbaciov, un uomo sta in fila per ore per comprare della vodka. A un certo punto si spazientisce e urla: “Non ce la faccio più! Vado subito al Cremlino a strozzare quel maledetto Gorbaciov!
Il tizio se ne va ma torna già dopo un’ora. “Allora… l’hai fatto davvero?” chiede qualcuno. “Certo che no!” risponde “Sono andato al Cremlino, ma la fila per uccidere Gorbaciov era ancora più lunga di questa!”


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