Alta tensione in Venezuela dopo la morte di uno studente colpito alla testa da un proiettile durante “la madre di tutte le dimostrazioni” contro il governo della República Bolivariana de Venezuela.
Le ultime proteste hanno coinvolto anche la parte più povera della popolazione, storicamente più vicina al governo socialista: che ha reagito con più violenza del solito
Da Internazionale, un accurato reportage sull’estrazione illegale di oro in America Latina, negli ultimi anni business crescente per l’interesse di narcotrafficanti, paramilitari, ribelli e disperati.
Seguendo l’esempio dell’India che messo fuori corso in tempi brevissimi l’86% della sua moneta, il presidente della República Bolivariana de Venezuela N.
La Commissione elettorale ha sospeso il referendum sul presidente Nicolás Maduro e rinviato le elezioni dei governatori, mentre la grave crisi economica continua
Centinaia di migliaia di persone hanno protestato contro il presidente del Venezuela, accusato di essere responsabile della profonda crisi economica del paese
Fotografie esemplari di questi tempi complicati: ogni mese un cittadino venezuelano trascorre in media 35 ore in coda per acquistare beni di prima necessità
I due paesi hanno le più ingenti riserve petrolifere al mondo e le esportazioni di petrolio rappresentano oltre il 90 per cento delle loro entrate nazionali.
Ieri il Post ha pubblicato un bell’articolo riassuntivo sulla situazione del Venezuela. Su theatlantic.com invece troviamo il racconto di due venezuelani: Moisés Naim, distinguished fellow all’International Economics Program del Carnegie Endowment for International Peace, e Francisco Toro, direttore del giornale online CaracasChronicles.com
La prima storia parla di un imprenditore manifatturiero, a cui i sindacati aziendali hanno reiteratamente richiesto di dotare su base continuativa i bagni dell’azienda di carta igienica, in applicazione di una poco nota clausola di contrattazione collettiva.
È raro che un paese in tempo di pace viva una situazione così disastrosa: anni di decisioni scellerate, corruzione e scarsa democrazia stanno presentando il conto
Mancanza di investimenti nelle infrastrutture, crisi economica e una delle peggiori siccità degli ultimi 200 anni: questi i fattori della crisi energetica che sta colpendo duramente il Venezuela, sebbene il Paese sia tra i maggiori produttori al mondo di petrolio.
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