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Tracce di “cyberwar”

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Giorni dopo in cui avevamo accennato, in questa newsletter, alla possibilità che un incidente informatico in qualche modo collegato alla situazione in Ucraina avesse creato problemi ai servizi satellitari di Viasat – azienda americana che fornisce connettività satellitare a molti utenti in Europa – il quadro si è fatto più dettagliato e inquietante. E forse possiamo dire che questo sembra essere uno degli episodi cyber più significativi emersi dalla guerra in Ucraina (se confermato che l’attacco informatico sia riconducibile a uno degli attori in campo). Per ora abbiamo molti indizi.

In settimana infatti Victor Zhora, a capo della trasformazione digitale del State Service of Special Communication and Information Protection (il dipartimento ucraino per la sicurezza delle informazioni) ha dichiarato che la rete satellitare di Viasat sarebbe stata colpita da un sabotaggio digitale che avrebbe provocato dei notevoli disservizi nelle comunicazioni, in concomitanza con l’invasione russa. L’incidente, su cui Zhora non ha voluto dare più dettagli, avrebbe messo fuori uso anche decine di migliaia di modem satellitari in tutta Europa a partire dalla mattina del 24 febbraio, determinando “una enorme perdita di comunicazioni proprio all’inizio della guerra”. Il funzionario ucraino ha dunque avallato l’ipotesi che un cyberattacco abbia disabilitato migliaia di modem in Europa, bloccando i servizi internet di ignari utenti e di aziende. Del resto anche Viasat ha attribuito il disservizio a un “evento cyber”.
Secondo Reuters, sia la NSA americana che l’agenzia per la cybersicurezza francese ANSSI stanno ora indagando sull’attacco e valutando se possa essere stato il lavoro di hacker di Stato russi o filorussi.

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